Antonio Conte si è stufato del Tottenham. Tutte le strade portano a Torino

A volte ritornano, è proprio il caso di dirlo. E il suo sarebbe certamente uno dei quei deja-vu destinati a fare rumore.

A volte ritornano, è proprio il caso di dirlo. E il suo sarebbe certamente uno dei quei deja-vu destinati a fare rumore. Tanto, forse troppo. Ma andiamo con ordine. Antonio Conte si è stufato del Tottenham. Come base di partenza c’è abbastanza ciccia per scatenare un effetto domino sulle panchine di mezza Europa. Il motivo tra l’altro è pure semplice. Il tecnico leccese sa che riportare gli Spurs in Champions League sarebbe un mezzo miracolo visto che in classifica si sta mettendo alle spalle corazzate del calibro di Chelsea, Liverpool e Manchester United  che hanno speso nettamente di più, oltre a vantare organici superiori a quello di cui dispone lui.

Il vero problema è che difficilmente a Londra puoi aprire un ciclo di vittorie

Il vero problema è che difficilmente a Londra puoi aprire un ciclo di vittorie. Al massimo puoi lottare per un piazzamento di prestigio. Una cosa questa che non stuzzica affatto il condottiero salentino. Uno al quale basta avere un 1% di possibilità di vittoria per esaltarsi. Uno che è ossessionato alla vittoria, tanto da aver chiamato la figlia così. Uno al quale difficilmente puoi dire che l’obiettivo stagionale è il quarto posto. Ecco, per essere chiari dalle parti di White Hart Lane non c’è possibilità di lottare per la vittoria della Premier League. Nè oggi nè tantomeno la prossima stagione. Difficile con questi presupposti andare avanti insieme.

Fabio Paratici in pressing per convincerlo a rinnovare il contratto

E allora meglio preparare i bagagli e salutare tutti, nonostante da settimane Fabio Paratici sia in pressing per convincerlo a rinnovare il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Sul piatto un biennale da 20 milioni netti a stagione. Tanta roba, economicamente parlando. Ma per Antonio i soldi sono importanti ma non sono tutto. Lui vuole vincere e allargare la sua bacheca già pregna di trofei con nuovi allori e successi. Ecco perché sta meditando l’addio e il conseguente possibile ritorno a casa in Serie A. Tutte le strade in tal senso portano alla Torino bianconera.

La sfida di tornare alla guida della Vecchia Signora lo stuzzica parecchio

Conte sarebbe giusto per ricostruire dalle macerie delle ultime stagioni una squadra vincente, aprendo un nuovo ciclo. Ci era già riuscito dodici anni fa e potrebbe rifare la storia. Inutile nascondersi dietro un dito: la sfida di tornare alla guida della Vecchia Signora lo stuzzica parecchio. La nuova Juve ha bisogno di una figura forte attorno alla quale coagularsi. Chi meglio di lui. Uno che ha vinto tutto da giocatore per 13 anni e aperto la stagione del dominio da allenatore con i primi 3 scudetti di fila. Oltretutto adesso non c’è neanche più Andrea Agnelli col quale in passato aveva avuto più di uno screzio.

C’è pure la Roma a tenere d’occhio Conte

Insomma, la condizioni ambientali sarebbero perfette o quasi. Particolare non di poco conto: l’attuale esperienza inglese permetterebbe a Conte – in caso di ritorno in Italia – di usufruire dei benefici del Decreto Crescito, il che significa costi meno ingenti per le casse bianconere qualora venisse ricontrattualizzato. Juve ma non solo: c’è pure un’altra società nostrana che lo tiene d’occhio. Si tratta della Roma: Conte è un nome che piace molto nella Capitale. Soprattutto in caso di addio a fine stagione di Josè Mourinho. A quel punto i Friedkin avrebbero bisogno di un top allenatore per rimpiazzare lo Speciale One. Chi meglio di un serial winner come l’ex Chelsea per mantenere alte ambizioni e aspettative giallorosse?