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Vitalizio Formigoni, è bagarre in parlamento (e su Twitter). Castaldi (M5S) contro FI e Lega: “Vomitevoli”

Il consiglio di garanzia del Senato ha deciso: il vitalizio di Formigoni è confermato. Ira dei grillini contro Forza Italia e Lega

Il consiglio di garanzia del Senato ha deciso: il vitalizio di Formigoni è confermato. A votare a favore due esponenti della Lega e uno di Forza Italia, e tanto basta per fare scattare l’ira dei grillini (Pd e Movimento cinque stelle hanno votato contro). Fatto che per i grillini è ancor più grave perchè l’ex governatore lombardo è stato condannato per corruzione.

“Schiaffi in faccia” “ascia”, vomito”: tra gli onorevoli del Movimento cinque stelle c’è anche chi torna ad usare espressioni “antiche”. Ed è sufficiente guardare un po’ Twitter, infatti, guardare un po’ il social per farsi un’idea

Il parlamentare Gianluca Castaldi ad esempio, sottosegretario ai rapporti con il parlamento nel governo Conte II, definisce i parlamentari di Forza Italia e Lega “vomitevoli” e si dice pronto “alla guerra” contro la casta.

L’ex ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, per commentare la decisione del Senato, ha detto che è come “scatarrare sui cittadini onesti”. E c’è chi, come Leonardo Donno, rispolvera la foto in barca di Roberto Formigoni. Segno che l’ex parlamentare e governatore della Lombardia, di questo privilegio, proprio non ne ha bisogno.

La questione comunque è molto sentita, c’era da aspettarselo, anche tra i grillini lombardi, che giudicano questo passo in avanti del parlamento una vera e propria “restaurazione” (mentre i cittadini attendono ancora i ristori). “Lega e Forza Italia restituiscono il vitalizio a Formigoni. Queste le loro priorità. Sono senza vergogna” ha twittato il consigliere regionale lombardo Massimo De Rosa.

Vitalizio a Roberto Formigoni, la difesa del suo avvocato

“E’ stato semplicemente applicato un basilare principio di diritto” ha replicato sull’argomento l’avvocato di Roberto Formigoni. Insomma, la battaglia continuerà e si preannuncia lunga. Di sicuro la vicenda potrebbe diventare un “caso scuola” e ridare slancio alla battaglia di chi si è visto togliere il vitalizio (e che mira a riottenerlo nei mesi a venire). E c’è già chi ipotizza, da parte di ex parlamentari, una pioggia di ricorsi.