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#VerreiaMilanose: che cosa manca a Milano per competere con Londra e Parigi?

Se affrontato nel modo giusto il post pandemia permetterà a Milano di affermarsi come riferimento europeo, ma ci sono cose da sistemare

Milano è probabilmente il luogo più attrattivo d’Italia per chiunque abbia meno di quarant’anni. Tuttavia, se pensiamo alle grandi capitali europee, come Londra o Parigi, c’è ancora molta strada da fare. Anche per questo chi si candida a guidare la città dovrebbe interrogarsi su come evitare che in momento storico così delicato Milano si ripieghi su stessa ma continui la sua crescita. La sfida si gioca su due piani, uno di breve e uno di lungo periodo.

  1. Il primo ha a che vedere con la quotidianità: cosa bisogna fare per migliorare la qualità della vita? Quali sono i problemi di chi vive a Milano che, se risolti, possono fare la differenza nella scelta di trasferirsi (o restare) in città? Questo è il terreno della buona amministrazione.
  2. Il secondo, invece, è la visione della città: cosa serve a rendere Milano sempre più attrattiva, anche per gli stranieri qualificati? Qui entrano in gioco le varie visioni della città e c’è chi immagina una città dinamica e innovativa, che non ha paura di sperimentare, come noi Riformisti di Lavoriamo per Milano, e chi invece immagina una città che guarda indietro, come il Centrodestra che era pronto a candidare un sindaco di 20 anni fa.

Partiamo dalle cose concrete

La settimana scorsa ho provato a indagare il primo campo e ho lanciato una piccola sfida sui social. Usando l’hashtag #VerreiaMilanoSe ho raccolto le testimonianze di molti giovani che vivono all’estero o da altre parti d’Italia.

Il tema emerso più di frequente è quello del caro vita, affitti in particolare. Un problema che non tocca solo gli studenti fuori sede – di cui ho scritto di recente su Affari Italiani – ma anche i giovani professionisti che faticano a sbarcare il lunario con gli stipendi milanesi.

Il secondo tema emerso è quello del verde che si racchiude principalmente in carenza di spazi e scarsa manutenzione, mancanza di piste ciclabili e bassa qualità dell’aria. Molte delle osservazioni raccolte sull’ambiente facevano poi il paio con il trasporto pubblico locale che, in particolare secondo chi vive all’estero, deve assolutamente essere potenziato, soprattutto nell’orario serale, ad esempio aprendo la metropolitana.

Infine, l’ultimo aspetto che ritorna con una certa regolarità è quello legato alla famiglia: i giovani genitori e soprattutto le mamme lavoratrici mi hanno detto che a Milano conciliare lavoro e famiglia sarebbe impossibile, un po’ per la cultura aziendale italiana, su cui – ahimè – un sindaco può fare poco, un po’ per la scarsità di servizi di prossimità dedicati ai più piccoli e alle famiglie (nonostante Milano faccia comunque meglio delle altre grandi città italiane).

Alcune proposte per il futuro

Certo, non posso dire che qualche decina di risposte sia un campione statisticamente significativo, ma credo che possa dare delle indicazioni interessanti su quali siano i temi che vanno messi al centro dell’azione della prossima Giunta. Serviranno più spazi verdi e, soprattutto, più cura di quelli esistenti; un massiccio piano di investimenti per la mobilità sostenibile; nuovi servizi di prossimità per le giovani famiglie; spazi per il near working, in modo da conciliare vita di quartiere e lavoro; edilizia convenzionata e studentati per chi si trasferisce in città.

Ma non solo, in un’ottica strategica, il nuovo Sindaco dovrà essere in grado di dire la sua anche a livello centrale, instaurando un serrato dialogo con le istituzioni nazionali e regionali, al fine di promuovere maggiore autonomia. Molti dei freni che limitano la crescita della città, infatti, sono imposti a livello centrale, come ad esempio i contratti collettivi e gli stipendi della pubblica amministrazione, che prevedono la stessa retribuzione indipendentemente da dove si vive e lavora.

E voi cosa fareste per rendere Milano un luogo migliore?

Ovviamente il dialogo di chi fa politica continua (noi Riformisti, ad esempio, abbiamo incontrato molte associazioni e cittadini per scrivere il nostro programma) e siccome credo che non si smetta mai di imparare fino a fine campagna continuerò a raccogliere testimonianze e suggerimenti. Per chi volesse contribuire mi trova su tutti i social con lo username @PastorellaGiu o via e-mail a info@giuliapastorella.eu.