Tutte le sorprese dei conti del Pd: boom (anomalo) di proventi da Avellino, soldi da Energas e cassa integrazione continua per i dipendenti. Il dossier

True-News.it ha analizzato il bilancio di esercizio 2021 del Partito Democratico scoprendo alcuni aspetti curiosi

Se in Calabria il Pd è andato al risparmio nella corsa, persa, alle regionali, ad Avellino, a guardare il numero dei tesserati, sembra che ci sia un esercito di militanti. Sono alcuni degli elementi che emergono sfogliando le pagine del bilancio relativo all’esercizio 2021 del Partito Democratico che chiude in attivo, con un avanzo di 606.810 euro. Per il PD il 2021 è stato segnato dalle amministrative a Roma, Napoli, Milano, Bologna, Torino e Trieste, dalle regionali in Calabria e dall’elezione di Enrico Letta a segretario nazionale del partito.

La spesa risicata (e la sconfitta) alle regionali in Calabria 2021

Scendendo in Calabria, spicca la spesa risicata per il sostegno alla candidata Amalia Bruni, appoggiata anche dai 5 Stelle in un primo tentativo di campo largo. Nella Regione, conquistata da Roberto Occhiuto di Forza Italia, il partito di Letta ha investito solo 39.423, 79 euro di cui solo un migliaio per la produzione, l’acquisto o l’affitto di materiali e mezzi di propaganda. Una cifra irrisoria. Se si fa un paragone con le amministrative di Milano dello stesso anno, il PD ha speso 125 mila euro – il triplo di quanto versato in Calabria – mentre le forze di centrodestra hanno toccato quota circa 800mila euro.  Insomma, sembra che in Calabria il PD abbia avuto scarso interesse a una campagna elettorale corposa.

Il boom di tessere ad Avellino

Il bilancio riporta naturalmente gli importi derivanti dai tesseramenti nelle città. E qui spunta il caso di Avellino che conta 229.869.000 euro derivanti dal tesseramento in vista del congresso provinciale-.

Un numero anomalo su cui, non a caso, è intervenuto il Nazareno. 2.500 richieste di tesseramento per l’anno 2021. “Dalle verifiche effettuate dal servizio informatico del partito – spiegava una nota del Pd – è emerso, infatti, che circa 1.300 tessere sono state richieste tramite l’utilizzo di carte di credito prepagate emesse dalla stessa emittente, con identità delle prime cifre e medesime date di scadenza. È stato inoltre riscontrato, nella fase di registrazione online, che un numero assai ampio di email (oltre 1.000), fornite dai richiedenti, appartenevano al dominio internet, appartenente a una singola associazione, e riguardavano iscrizioni avvenute negli ultimi giorni di tesseramento, fra il 2 e il 5 novembre 2021”.

Tessere a gonfie vele al Sud

Insomma, qualcuno si è divertito a comprare tessere a bizzeffe toccando un numero di proventi record in Italia se si considera che alcune roccaforti del Pd, come Firenze o Modena, segnano 947 euro e 690. Città dove il PD governa ma ha scarso appeal per quanto riguarda il tesseramento. Che, invece, va a gonfie vele, senza blocchi dall’alto, a Potenza (importo di più di 43mila euro), Cosenza (quasi 40mila euro), Matera (10milaeuro) e Bari (circa 8mila euro). A Bergamo, invece, dalle tessere, il Pd ha guadagnato solo 15 euro.

In generale, dal tesseramento, e dai contributi raccolti tramite la piattaforma ‘Partecipa’ per le primarie a Bologna, Roma e Torino. la segreteria nazionale ha versato 857.742 alle strutture territoriali.

I proventi

La maggior parte dei proventi, esattamente 6.907-837 euro, proviene dal due per mille, seguiti da quelli derivanti dai Parlamentari (2.274.507), da persone fisiche (61.335), ovvero – si legge più avanti – “dai componenti di Governo, non parlamentari, in base alle disposizioni statutarie”. Secondo l’elenco a bilancio, il più generoso risulta Umberto Del Basso de Caro, avvocato beneventano, già Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con i suoi 29.900 euro. Molti senatori, compresa la capogruppo Simona Malpezzi, hanno toccato o superato quota 20mila euro.

Le donazioni della Energas SPA

Naturalmente, secondo la legge che abolisce i contributi per rimborso spese elettorali, alla voce altri proventi corrispondono 315.653 euro. Tra questi, spiccano 20mila dall’azienda Energas SPA, società napoletana attiva nella distribuzione del GPL, al centro delle cronache, proprio in questi giorni, per la costruzione di un gasdotto a Manfredonia, in provincia di Foggia. Il progetto Energas a Spiriticchio prevede 12 serbatoi costieri collegati da un gasdotto di 10 km a mare per lo scarico delle navi gasiere che trasportano Gpl per le autovetture e gli appartamenti senza metano. Il progetto, di cui si parla dal 1999, ha sempre ottenuto il No dei vari partiti, a partire proprio dal Pd e dagli enti locali, tra cui Emiliano, governatore della Puglia. Ora, però, di fronte all’emergenza russa, il Ministro Cingolani è pronto a portare l’impianto in consiglio dei Ministri lottando contro i dinieghi dei partiti di maggioranza. Così il Pd intasca il contributo di Energas ma blocca uno dei suoi progetti più importanti.

Il budget per il personale

Guardando alle spese, si nota come il Pd sborsi, tra acquisti di beni (cancelleria, materiale di consumo), collaborazioni, costi amministrativi, trasferte 2.474.160. Vola il budget per il personale che supera i 4 milioni. Il Pd ha maturato oltre 2 milioni di euro di debito verso i fornitori e più di un milione verso gli Istituti Previdenziali e di sicurezza sociale.

Nel bilancio, tra l’altro, si annuncia che in vista della scadenza al 30/9/2022 della cassa integrazione straordinaria “il partito procederà a richiedere un ulteriore anno di proroga per consentire di realizzare il programma di riorganizzazione finora intrapreso”.

Nel 2021 l’incentivazione all’esodo ha portato alla risoluzione di 17 rapporti di lavoro e “se le risorse lo consentiranno” il partito “continuerà a promuovere l’uscita non traumatica del personale dipendente”, si legge sempre nel bilancio.

Infine, guardando ai crediti di bilancio, si scopre che il totale è di 1.284.171 euro, di cui 815.324 euro verso parlamentari e componenti del governo. Nel dettaglio: 487.401 euro di crediti verso parlamentari della XVII legislatura, 324.323 euro verso parlamentari della XVIII legislatura e 3.600 euro verso componenti governo.

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