Tutti contro, ma si voterà con il Rosatellum: le interviste di True

Rosatellum, le voci dei parlamentari. Il dem Provenzano: "Proporzionale contro deficit di rappresentanza". Centrodestra: "Non è priorità"

L’attuale legge elettorale? A parole non piace a nessuno. Nei fatti con ogni probabilità sarà quella con cui andremo al voto anche nel 2023, sempre di non essere chiamati a farlo prima. Il Rosatellum, in vigore dal novembre 2017 come soluzione di compromesso per le elezioni del 2018, rischia di dettare le regole del gioco ancora per molto. Almeno a giudicare dallo stallo delle trattative per una sua riforma o riscrittura – trattative, per la verità, mai concretamente avviate.

E sono in molti in Parlamento a celarsi dietro i presunti tempi stretti per non confessare che a mancare di fatto è la volontà di cambiare il Rosatellum. Perché in presenza di una reale convergenza tra le forze politiche i tempi per farlo ci sarebbero eccome.

Provenzano (Pd): “Proporzionale con soglia di sbarramento, la soluzione migliore”

L’apertura al proporzionale sembra incontrare almeno a livello teorico l’approvazione di varie politiche. Su tutte il Partito Democratico.

“Per ricostruire l’identità dei partiti, il proporzionale con una soglia di sbarramento abbastanza alta sarebbe la soluzione migliore”, dichiara a true-news il vicesegretario dem Giuseppe Provenzano. “Darebbe una risposta più efficace al grande deficit di rappresentanza di cui soffre la politica rispetto a un sistema maggioritario che rivela tutte le proprie crepe una volta terminata la campagna elettorale”.

Legge elettorale: Movimento Cinque Stelle più diviso che mai

Sulla stessa linea, sempre a parole, il Movimento Cinque Stelle che però al proprio interno, anche su questo tema, appare più diviso che mai.

Se per Giuseppe Conte il proporzionale rappresenta “lo strumento più efficace per interpretare la fase politica attuale”, tra i deputati e senatori pentastellati c’è chi come Federica Daga “preferisce non esprimersi” e si trincera dietro le decisioni della commissione Affari Costituzionali. Il timore è rappresentato dalla doppia scure del vincolo del doppio mandato (sono una sessantina i parlamentari che non potrebbero ricandidarsi con il Movimento, Di Maio compreso) e del taglio dei parlamentari, divenuto ufficiale nell’autunno del 2020.

Lupi (Noi per l’Italia): “Un correttivo al Rosatellum è necessario”

Al taglio dei seggi in Parlamento (da 915 a 600) fa riferimento anche Maurizio Lupi (Noi per l’Italia): “Per adeguarsi alla nuova composizione delle due Camere – spiega a true-news il deputato ex-forzista – un correttivo al Rosatellum sarà comunque necessario. Sarebbe una buona occasione anche per rivedere la legge in senso ulteriormente maggioritario, estendendo la quota destinata ai collegi uninominali.

Anche se la materia resta non prioritaria”. Tradotto: non ci strapperemmo le vesti se rimanesse quella attuale.

Frassinetti (Fratelli d’Italia): “Gli italiani meritano una maggioranza chiara”

Sembra ormai rassegnata al mantenimento della legge attuale anche Fratelli d’Italia, unica grande forza di opposizione al governo Draghi che probabilmente da una sua revisione in senso maggioritario avrebbe solo da guadagnare. “Non so se ci saranno i tempi per correggerla e tanto meno per scriverne una nuova – dice Paola Frassinetti – ma, se l’alternativa è un ritorno al proporzionale, meglio tenerci il Rosatellum.

Gli italiani si meritano finalmente di avere una maggioranza chiara la mattina successiva al voto. Tornare a una prospettiva da Prima Repubblica annullerebbe tutti gli sforzi fatti in questo senso negli ultimi trent’anni”.

Capitanio (Lega): “La riforma della legge elettorale non è la priorità”

Le fa eco il leghista Massimiliano Capitanio, il quale sentito da true-news afferma che “la riforma della legge elettorale non è la priorità del Paese”.

“Famiglie e aziende in questo momento – spiega l’onorevole del Carroccio – hanno ben altro a cui pensare e non mi sembra di avvertire questa esigenza nel paese. Di certo – aggiunge – il maggioritario resta il sistema migliore per garantire governabilità. Se però non si torna in tempi rapidi a cementare le diverse coalizioni e si decide di andare alle urne in ordine sparso – conclude – si può valutare una correzione del Rosatellum che tenga conto della situazione”.

Perego (Forza Italia): “Favorevoli al maggioritario, Rosatellum male minore”

Una linea “conservativa” confermata anche da Forza Italia. “Sinceramente credo proprio si tornerà a votare con il Rosatellum – confida Matteo Perego di Cremnago – con i pro e i contro che questo comporta. Il nostro orientamento – aggiunge – resta favorevole al maggioritario perché qualsiasi strumento che, in linea con il dettato costituzionale, garantisca governabilità è fortemente auspicabile. Purtroppo però raramente mondo reale e mondo ideale coincidono e quindi l’attuale sistema, stando così le cose, mi sembra il male minore. Anche perché – conclude – le tanto sbandierate sirene di centro sono tutte da verificare”.

Rosato (Italia Viva) sul Rosatellum: “Ci attrezziamo a qualsiasi regola”

Già, le sirene centriste. Che qualcosa si stia muovendo, in quell’area che va dai renziani di Italia Viva a Cambiamo! di Giovanni Toti (passando per Azione, +Europa Noi per l’Italia e Coraggio Italia), è certo. Quale sia la direzione però è tutto da capire. Ettore Rosato, presidente di IV che all’attuale legge ha dato il nome, è stato chiaro: “Il dibattito sulla legge elettorale non ci affascina. Quali che siano le regole ci attrezzeremo, ma non abbiamo nessuna nostalgia per il proporzionale della Prima Repubblica”.

Pretattica? Può darsi, ma intanto il tempo passa, le elezioni si avvicinano e le proposte alternative al Rosatellum sono ancora solo sulla carta. Dei giornali.