Politics Turismo: le startup innovative che vengono dalla Preistoria

Turismo: le startup innovative che vengono dalla Preistoria

di Francesco Floris e Sara Greta Passarin

È innovativo un servizio di lunch box per gli alberghi che accolgono cani? O una piattaforma per esplorare la città in contatto con gli abitanti del posto? Per la Camera di Commercio di Milano, nell’ottica di un rilancio del turismo, pare proprio di sì. Tanto che mercoledì 28 aprile, dalle 15 alle 18, si terrà un evento/webinar organizzato dalla Camera di Commercio e dall’Associazione Startup turismo. Obiettivo? Presentare 15 idee innovative sul turismo emerse dal “Tavolo Giovani”.

Turismo, le idee preistoriche del “Tavolo Giovani”

Andando però a spulciare queste nuove proposte, a dirla tutta, una domanda sorge spontanea: davvero non c’erano idee migliori su cui dibattere o puntare? Perché bello il servizio di lunch box “Food for dog” (per le strutture che ospitano cani), ma qual è la differenza con Deliveroo e Glovo che consegnano cibo a domicilio? A parte il cane al posto dell’essere umano – s’intende. Così come sembra un po’ fumosa l’idea della piattaforma Worldy: esplorare le città “in contatto con gli abitanti del posto” è una proposta sicuramente meritoria. Ma forse un po’ fasulla e artificiosa: ricorda quel tipo di turismo a Bari vecchia, in cui le donne attendono, come delle figuranti, il turista russo o americano pazientemente sedute all’angolo della strada. E quando lo vedono spuntare da un vicolo ecco che cominciano a impastare orecchiette e specialità locali.

Anche per la B. First Srl stesso discorso. La startup propone una piattaforma “per prenotare stabilimenti balneari e ulteriori servizi connessi alla vacanza”: benvenuti nel 2001 e benvenuto internet. Quante app esistono già a questo scopo? E “Pantarei Travel“, che permette di prenotare un pacchetto viaggio su misura? Booking lo permette già in gran parte, ed è soltanto un esempio.

Poi c’è la proposta di “Up2You“, che punta ad un turismo più sostenibile anche “piantumando nuovi alberi”. Nobile intento, non c’è che dire, ma di preciso: dove sta l’innovazione? Così come appare, almeno ad una prima lettura, la proposta di Qualitando (che offre questionari prima e durante il soggiorno per rilevare la soddisfazione del cliente). Mica male. Praticamente il lavoro di una reception traslato su un’app. C’è da sperare che i clienti siano pronti a compilare tre questionari a settimana in vacanza.

Turismo, tre proposte su cui puntare davvero

Delle idee interessanti però, che si distinguono di più dalle altre in quanto più originali, ci sono, in particolare tre. Clean App ad esempio, software pensato per gli alberghi, permette di tenere traccia degli interventi di pulizia giornalieri. Poi c’è Mapo Tapo, pensata per i viaggi di arrampicata. La sua ratio? Creare una sinergia tra turismo e comunità locali cosicché parte dell’introito turistico sia reinvestito nell’infrastruttura sportiva. E infine c’è Pot Pot, che consente di prenotare e gestire, nell’ultimo giorno di viaggio, il proprio bagaglio. Interessante per tutti i turisti che, dopo il check out dalla camera d’albergo, non sanno mai dove lasciare la valigia. In alternativa: si può sempre chiedere a voce al portiere dell’albergo di tenerlo fino all’orario del treno e del volo, magari allungando una generosa mancia. Così riparte l’economia. Questa sì che sarebbe innovazione.

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