Torna Crimi, anzi no. Fico per il post Conte. I giudici mandano il M5S nel caos

M5S, situazione paradossale dopo il pronunciamento del Tribunale. Gli scenari sulla reggenza post Conte. E Di Maio si frega le mani...

E ora, che cosa succede nel Movimento 5 Stelle? La situazione ha del paradossale. Il Tribunale di Napoli ha accolto il reclamo per la sospensione dell’efficacia delle delibere che hanno modificato lo statuto e incoronato come candidato unico alla presidenza del M5S Giuseppe Conte. Dunque, è guerra di avvocati per capire che cosa succederà adesso.

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Cinque Stelle, e adesso? Torna Crimi o tocca a Fico

Due le interpretazioni. La prima (esemplificata da un meme che sta girando furiosamente nelle chat dei senatori pentastellati): torna Vito Crimi, il reggente. La seconda: a comandare sarà Roberto Fico, attuale presidente della Camera. Mentre la prima ipotesi è abbastanza comprensibile, perché è di fatto l’assetto precedente l’esperienza contiana, la seconda ipotesi è frutto di un complicato gioco giuridico. La sospensiva infatti non riguarda gli atti relativi all’elezione del nuovo comitato di garanzia, ma la nomina di Conte stesso.

Quindi la sospensiva riguarderebbe Conte, e non il comitato di garanzia, che rimarrebbe in carica. E il membro anziano del Comitato di garanzia è, appunto, Roberto Fico.

M5S: la confusione regna e Di Maio si frega le mani

La confusione regna sovrana, e Luigi Di Maio si frega le mani. Secondo rumors qualcuno si aspettava questo pronunciamento, tanto che erano stati svolti alcuni incontri ad hoc. Di certo Conte non sparirà: sia Crimi che Fico infatti sono assolutamente schierati con l’avvocato pugliese.

Ma con qualche (forte) mal di pancia esemplificato dalla battuta: “E per fortuna che è un professore di diritto civile, se faceva il bibitaro che delibere avrebbe fatto?”. Sipario.

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