Lo strano caso di Khrystyna, la cantante che canta Bella Ciao e inneggia a un ex nazista

Khrystyna Soloviy canta "Bella Ciao" per la resistenza Ucraina ma potrebbe aver sostenuto posizioni filonaziste

Il video sta facendo il giro del web, numerosi sono i consensi e le condivisioni da parte dei sostenitori della resistenza Ucraina, impegnati nel conflitto con la Russia. Ma è probabile che “Bella Ciao”, cantata dalla famosa 29enne ucraina Khrystyna Soloviy, sia la spia di un paradosso. La canzone della resistenza partigiana è intonata da un’artista che solo qualche settimana fa, il 26 febbraio, pubblicava su Twitter una foto dei suoi stivali con parole di sostegno a Stepan Bandera, personaggio controverso della storia ucraina. Bandera fu leader dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) e fondatore dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) oltre che collaboratore del Terzo Reich.

 

L’inno dei partigiani rivisitato in ucraino

Insomma sembra proprio che “Bella Ciao”, inno della resistenza partigiana, simbolo canoro delle sinistre, e brand internazionale dopo l’uscita della serie Netflix “La Casa di Carta”, sia intonata e rivisitata da una cantante che, secondo alcuni, potrebbe aver sostenuto posizioni filonaziste o quantomeno sarebbe supporter di un personaggio con cui l’Ucraina non ha ancora fatto i conti. Nella descrizione che accompagna il video dell’esibizione, in cui Soloviy è affiancata dalla chitarra del musicista Olexii Morosov, la cantante scrive: “La mia versione di una canzone popolare italiana. La dedico ai nostri eroi, alle forze armate e a tutti coloro che ora stanno combattendo per la loro patria”.

Stepan Bandera, eroe ucraino o nazista?

Il sostegno a Bandera è abbastanza sentito tra gli ucraini perchè l’ex Comandante, morto a Monaco di Baviera il 15 ottobre 1959 per mano di un agente del KGB, è considerato un eroe, il fautore dell’indipendenza ucraina. Nel gennaio 2010 Stepan Bandera fu insignito, postumo, dell’onorificenza di Eroe dell’Ucraina dal presidente Viktor Juščenko, alla presenza del nipote Stepan Bandera jr. Una consacrazione che scatenò la condanna del Parlamento europeo: nella risoluzione del 25 febbraio 2010 sulla situazione del paese, Strasburgo deplorava “profondamente la decisione del Presidente uscente dell’Ucraina, Viktor Juščenko, di attribuire a Stepan Bandera, uno dei leader dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN2) che ha collaborato con la Germania nazista, il titolo postumo di “Eroe nazionale dell’Ucraina”. E auspicava “che la nuova dirigenza ucraina rivedesse tali decisioni e mantenesse il suo impegno nei confronti dei valori europei”. Migliaia di ucraini avevano replicato al PE con una petizione in cui affermavano che la sua decisione era “storicamente infondata e basata sulla disinformazione” e costituiva “un insulto ai milioni di ucraini che erano stati uccisi o erano stati vittime di repressione per il loro attaccamento alla libertà e all’indipendenza” e “creditava l’idea stessa di integrazione europea tra i suoi sostenitori ucraini”. La confusione è ancora tanta. Non c’è un accordo preciso tra gli storici ma sembrerebbe, secondo alcune stime,  che Stepan Bandera avrebbe portato avanti una pianificata pulizia etnica in Galizia e Volinia uccidendo 60mila polacchi. Durante l’alleanza con i nazisti, il movimento potrebbe aver contribuito, almeno indirettamente, allo sterminio della popolazione ebraica di quelle regioni

Forse cantare “Bella Ciao” e sostenere Stepan Bandera, come ha fatto Khrystyna Soloviy, non pare proprio una scelta coerente.