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Nel mondo “chiuso” della Società del Giardino c’è un nuovo presidente: Fiori

Tornare alla tradizione. Pare questa la parola d'ordine del nuovo presidente della Società del Giardino, Lorenzo Fiori

Tornare alla tradizione. Pare questa la parola d’ordine del nuovo presidente della Società del Giardino, Lorenzo Fiori. A Milano, in via San Paolo, c’è uno dei circoli esclusivi più antichi al mondo. La sua storia parte nel 1783, quando trentadue cittadini milanesi decisero di fondare la “società del giardino”, in prossimità di un campo di bocce e – appunto – il giardino pubblico. Oggi ha circa 600 soci, che si sono “trovati” il 29 aprile per una elezione a scrutinio segreto online. Risultato? Confermata la linea della continuità con 270 voti a Lorenzo Fiori, 59 all’outsider (ma di lusso, e sicuramente di valore) Alessandro Valentinis, e 70 a Massimo Giaconia.

Società del Giardino: chi sono Fiori, Valentinis e Giaconia


Chi sono i tre? Storie interessanti per ciascuno di loro e pure per i loro “principali sponsor”. Lorenzo Fiori è il direttore generale della Fondazione Ansaldo, con una lunga carriera in Finmeccanica e poi Leonardo. Laureato nel 1985 al Politecnico in Ingegneria Meccatronica, è stato eletto per tre anni grazie anche alla sponsorship di Massimo Cerutti, ovvero il presidente uscente, assai stimato. Cerutti a sua volta aveva preso il posto di Gaetano Galeone, appellato “Tani” dagli amici del circolo della società del giardino, e che aveva concluso il suo mandato un anno prima. Durante la sua presidenza c’era stata qualche disavventura economica, lui incolpevole, che aveva molto segnato l’animo dei soci. Galeone è tornato in auge come sponsor di Massimo Giaconia, sfidante di Fiori. Giaconia è recentemente entrato nello studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici dopo una lunga carriera in Baker & McKenzie.

Società del Giardino, al via l’era di Lorenzo Fiori


Dunque, questioni elettorali a parte, inizia l’era di Fiori presidente, che nel suo programma ha messo in cima alla lista del “to-do” il ritorno alla tradizione, con una selezione all’ingresso ancora più rigida. Per essere ammessi infatti al circolo non si può essere donne, e bisogna sopravvivere all’ordalia delle palline bianche e palline nere (anche se più recentemente sono state inserite le schede). Un tempo in un’urna tutti i favorevoli all’ammissione del nuovo socio inserivano una pallina bianca, e i contrari la pallina nera. Ogni pallina nera ne “mangiava” quattro bianche. Anche senza palline la metodologia è la stessa ancor oggi.