E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Cena tra amici e colleghi, centro di Milano. Si parla di referendum sulla giustizia. “Io voto sì perché ho fatto giudiziaria per tanto tempo, e ne ho viste di ogni colore”. Eppure è un giornalista non certo di destra. “Io voto no perché voglio far cadere Meloni. E’ una spallata”, fa l’altro. Ecco, il problema è tutto qui. E’ il problema tipico, costante, ricorrente, dello strumento del referendum, che andrebbe risistemato per adattarsi alla capacità di comprensione della gente. Mi viene in mente il referendum di Renzi. Si votò sul referendum o su Renzi? Sono sicuro: sul secondo.
Oggi si vota sulla giustizia o pro-contro Meloni? Sono sicuro: pro o contro Meloni. La gran parte di chi andrà alle urne non ha capito proprio niente di quello che si sta andando a decidere. Girano questi video sui social, protagonisti spesso ragazzi giovani, che enunciano il loro voto, positivo o negativo, non rispondendo assolutamente nel merito. Anzi. Rispondendo solo sulla politica generale. Sei di destra? Voti sì. Sei di sinistra? Voti no. Non dovrebbe essere così, ma poi l’avete letto il quesito? Incomprensibile. Come sempre. Quindi abbiamo un quesito incomprensibile che va spiegato dalle parti politiche, che mentono. Dicono che c’è scritto, sotto quelle parole sibilline, che i pm verranno assoggettati al potere esecutivo. Può anche essere, magari in un futuro distopico, ma non c’è scritto. Dicono che c’è scritto che i pm saranno sottomessi, il che potrà anche accadere, chi lo sa, ma non c’è scritto.
Dicono pure che questo referendum abbia qualcosa a che fare con i tempi della giustizia, che può anche essere magari in futuro, ma non c’è scritto. Così come non c’è scritto da nessuna parte che Meloni cadrà per il referendum. Anzi, lei ha già detto che non ci pensa neppure a dimettersi, e comunque tra un anno si vota. Chi vuole votare no al governo, ha tutto l’agio di farlo tra un anno. Intanto però, se vuole votare sì o no al referendum, lo faccia sul merito. Perché i diritti vanno difesi anche con un minimo di fatica, cinque minuti per leggere e altri due per farsi un’idea.
ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45

