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Il partito di Limonta e la Große Koalition Sala-arancioni

L'ideologo di Pisapia ha un compito: creare la lista del sindaco, un mix fra fedelissimi e gli ex "arancioni"

L’ideologo di Pisapia ora ha un compito: creare la lista del sindaco, un mix fra fedelissimi e gli ex “arancioni”

di Francesco Floris

Un po’ più di un rumors. Sarà il “gigante buono” Paolo Limonta – già ideologo di Giuliano Pisapia nel 2011 – a dover mettere in piedi una “lista del sindaco” Beppe Sala per il 2021. Dentro? Un melting pot di esperienze politiche. Da una parte i fedelissimi di Beppe Sala scelti direttamente dal sindaco. Fra questi sicuramente una donna come capolista, che sappia portare il verbo oltre i mondi classici del centrosinistra. Dall’altra parte gli eredi del movimento degli “arancioni” di Giuliano Pisapia, alla ricerca di un posto al sole a Palazzo Marino. Qualche nome? In forse la partecipazione alla lista di Anita Pirovano; come quella dell’avvocato Mirko Mazzali che, nel 2016, ha saltato un turno a Palazzo Marino per fare il delegato del sindaco alle periferie. Di certo ci sarà qualche nome del cartello di sinistra-sinistra Milano 2030 (esploso per le contraddizioni interne a nemmeno un anno dalla sua nascita). Qualche nome “radicale” fra quelli che però hanno scelto posizioni “governiste”. Tradotto: stare con Beppe Sala per cambiare le cose “da dentro”. Cosa ne pensi il partito democratico e la sua segretaria Silvia Roggiani di questa Große Koalition fra Beppe Sala e gli “arancioni”, a oggi, non è dato saperlo. Sullo sfondo rimane ciò che è accaduto alle scorse elezioni comunali. Nel 2016 la “lista del sindaco” fu quella che prese il nome di “Allenza Civica per Milano”. Portò a Palazzo Marino un drappello di consiglieri formato da Laura SpecchioMarco FumagalliFranco D’Alfonso e Enrico Marcora. I rapporti non sono mai stati idilliaci con il sindaco, in particolare con gli ultimi due nomi della lista. Tanto che Marcora sarebbe in procinto di lasciare la lista e collocarsi nel Gruppo Misto. Un passaggio che preluderebbe al successivo approdo nel fronte del centrodestra. È il secondo caso in cui le fila del gruppo misto si rafforzano da una defezione. Anche l’ormai ex cinque stelle Simone Sollazzo ha lasciato la compagine dei grillini in Comune (oggi rimangono Bedori e Corrado) per andare nel gruppo misto. Per lui si parla di una candidatura con il centrodestra