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Pala Italia a Santa Giulia, il Comune di Milano potrà usare l’Arena olimpica 2 giorni l’anno

Pala Italia a Santa Giulia, il Comune di Milano potrà usare l'Arena Olimpica "massimo 2 giorni l’anno". Gioiello solo (o quasi) per privati?

Il Comune di Milano potrà usare la nuova Arena Olimpica “nella misura massima di 2 (due) giorni l’anno”. Per “l’organizzazione” di “manifestazioni o iniziative benefiche, istituzionali e/o comunque senza fini di lucro”. È quanto si legge nelle 2427 pagine di delibera comunale che Palazzo Marino ha approvato il 27 maggio come variante urbanistica per la realizzazione dei quartieri Rogoredo e Santa Giulia. Il futuro epicentro delle Olimpiadi invernali del 2026 sarà un gioiello ma ad uso e consumo dei privati.

Pala Italia a Santa Giulia, cosa dice la convenzione?

La convenzione d’uso fra il Comune di Milano e gli operatori privati non lascia spazio alle interpretazioni: l’Arena olimpica che sarà realizzata da Milano Santa Giulia Spa – società controllata da Risanamento spa, a sua volta controllata da Intesa Sanpaolo – e Lendlease e gli spazi relativi ai servizi accessori per il funzionamento (dal merchandising, al ticketing, passando agli spazi per la somministrazione di alimenti e bevande) non saranno conteggiate nelle volumetrie e superfici edificabili aggiuntive che sono state concesse al privato per garantire la sostenibilità economica dell’operazione immobiliare e saranno utilizzabili gratuitamente dal pubblico per non più di due giornate all’anno.

Spuntano le “Giornate Convenzionate” per organizzare eventi benefici

Le hanno chiamate “Giornate Convenzionate”: verranno stabilite da Milano Santa Giulia spa con quattro mesi di preavviso e comunicato all’ente pubblico, saranno previsti 25 ingressi gratuiti a favore del Comune e tariffe agevolate tra l’8-12% rispetto ai prezzi di listino per i soggetti che abbiano ottenuto il patrocinio dell’amministrazione comunale. Serviranno a organizzare, almeno una volta all’anno, un evento benefico di carattere sportivo o di intrattenimento, da pubblicizzare devolvendo l’incasso al Comune di Milano. Se ciò non avvenisse il privato dovrà corrispondere 40mila euro a sostegno dell’attività promozionale sportiva milanese, direttamente alle casse di Palazzo Marino.