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Da Nilde Iotti a Giorgia Meloni, com’è cambiato il look delle donne in politica

In principio era Nilde Iotti. L’eleganza della politica. Una Donna elegante nel sorridere, nel vestire, nel parlare, nel riserbo e nel rigore. Difficile eguagliarla. Poi un periodo buio con tailleur rigorosi e scuri, accessori essenziali e niente fronzoli. Poche donne per ricoprire incarichi considerati prettamente maschili. In seguito, finalmente, le cose sono un po’ cambiate e una ventata rosa ha invaso “le stanze dei bottoni”.

Pivetti Revolution

Una giovane Irene Pivetti nel 1994, a soli 31 anni, ha portato una esplosione di novità con i suoi celebri foulard e tailleur rigorosamente color pastello. Stile e austerità che segnarono un’epoca. Negli anni post-Pivetti ci fu poi una rincorsa alla tendenza, all’apparire a tutti i costi, agli eccessi. Look poco adeguati al ruolo istituzionale. Ecco allora passare dallo stile rigoroso al lato B al vento di Nicole Minetti, la consigliera regionale lombarda dell’epopea formigoniana. Come non ricordare poi le mini della Brambilla da Bruno Vespa che poco lasciavano all’immaginazione. Da un eccesso all’altro… Se vogliamo fare un’istantanea attuale possiamo invece notare un ritorno all’eleganza, al bon ton e ad una sobrietà che però non ne mortifica la femminilità.

Boldrini vs Santanché

Nella scorsa legislatura Laura Boldrini era Presidente della Camera: una donna raffinata con uno stile pulito ed essenziale, anche se a volte forse un po’ troppo ostentato e costruito. Era il tempo delle amazzoni di Silvio: Biancofiore, Ravetto, Bernini, De Girolamo, Santanchè, Carfagna e Gelmini. Blazer con camicia bianca e pantaloni classici, questa la loro divisa ufficiale. Colpivano il bon ton e le scollature della Biancofiore, il casual comodo della neo mamma De Girolamo e il tocco fashion della Ravetto che, con disinvoltura, osava con mise sensuali, tacchi alti e abiti sofisticati da vera diva. Indimenticabili i tessuti chiari ed eleganti della Bernini e l’eccellenza e il buon gusto della Carfagna, mai fuori luogo e sicuramente tra le deputate più glamour della XVII legislatura.

L’inossidabile Mariastella Gelmini si presentava invece con accostamenti e colori un po’ azzardati. Abiti rigorosamente su misura e accessori griffati per la pitonessa Daniela Santanchè, sicuramente la deputata più cool di tutti i tempi. Al giuramento del governo Renzi come non ricordare il debutto di Maria Elena Boschi: viso pulito, eleganza, spontaneità, femminilità e giovinezza, ingredienti che fecero invidia – per molto tempo – a numerose colleghe. È entrato nella storia repubblicana il suo tailleur blu elettrico accostato ad un top rosa carne e plateau con tacco 12.

Dal 2018 a oggi

Con le elezioni del 23 marzo del 2018 è iniziata la stagione di Conte che sarà ricordato soprattutto per la sua eleganza tutta italiana, fatta da abiti sartoriali napoletani con l’immancabile pochette bianca nel taschino della giacca. Eleganti outfit per le neo deputate con la Boschi sempre a farla da padrone, con completi scuri accompagnati da sottogiacca bianchi e le immancabili décolleté. Il tutto accostato a borsette in perfetta tinta con il rossetto. Due parole merita anche la deputata trentenne calabrese Marta Fascìna, alla ribalta delle cronache per la love story con il presidentissimo Silvio Berlusconi. Biondissima, low profile, la giovane e bella onorevole, ex ufficio stampa del Milan, ama sfoggiare in parlamento abiti eleganti e sartoriali. È stata paparazzata mano nella mano con il Cav, con abito che a molti, sui social, ha ricordato Lady Gaga, con pizzi e gale e i capelli raccolti con una coda alta. Perfino il Telegraph ha scritto di una giovane fiamma di Berlusconi “che ricorda la cantante premio Oscar”.

Lo stile sotto Draghi

Per il giuramento da Presidente del Consiglio, l’ex governatore della BCE Mario Draghi ha optato per un sobrio abito sartoriale blu dai toni scuri, accostato a una cravatta rossa, anche se in una nuance molto più chiara e quasi tendente al rosa. Nessuna pochette, a differenza del predecessore, ma la ‘rosetta’ da Cavaliere della Repubblica sul bavero della giacca. Il tocco glamour per il Presidente sono le scarpe, british style, modello monk strap, rigorosamente nere, e con la fibbia laterale. Le neo ministre hanno tutte scelto di indossare il classico tailleur dai toni scuri, declinato secondo lo stile personale. Mariastella Gelmini e Mara Carfagna hanno optato per il tailleur con pantalone nero e capelli perfetti, mossi per la prima e a caschetto lisci la seconda. Spicca tra le neo ministre la collana di perle classica della ministra di Italia Viva Elena Bonetti.

Luciana Lamorgese, riconfermata agli Interni, opta anche lei per il nero e blusa minimal bianca di seta. In gonna nera Fabiana Dadone titolare delle politiche giovanili. Giacca bouclé in black anche per Cristina Messa, Ministro dell’Università e della Ricerca. Erika Stefani ha sfoggiato una giacca tipo Chanel di tweed nero e bianco, mentre la donna più potente d’Italia, Marta Cartabia, sempre chic, giura anche lei in un rigoroso tailleur nero. La mamma e leader di FdI Giorgia Meloni predilige invece look semplici e giovanili, con capelli castano chiaro o biondi, per lo più sciolti, di lunghezza media e sempre accompagnati da un filo di trucco per uno stile acqua e sapone, tanto apprezzato dai più.

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