Ma Cassese chi è? Frattini, il Pd non russa. Fritto di capitone o Capitano? Rumors da Roma

Quirinale, c'è un leader di partito che ignorava chi fosse Cassese. In un locale prove di grande centro. Nel menu capitone o Capitano?

Cassese o Cassius Clay?

Chi è quel leader di partito che fino a pochi mesi fa non aveva idea di chi fosse con precisione Sabino Cassese? Il nome dell’ex ministro, eminente costituzionalista e editorialista di testate importanti quali Il Foglio e Il Corriere della Sera, in questi giorni al centro del dibattito sul Colle, proprio non entrava in testa al fine politico. Ad evitargli però una figuraccia clamorosa in questa fase ci ha pensato il sempre solerte Matteo Renzi, che gli ha recapitato a casa dei Cd (o delle cassette, parlando di ex ragazzi degli Anni Novanta le versioni divergono) con gli interventi dell’eminente giurista alla Leopolda…

Quirinale, il Pd non russa

Cosa ha portato al tramonto della candidatura di Franco Frattini? Il neo presidente del Consiglio di Stato ed ex Ministro degli Esteri, nome quotato in ambienti di centrodestra come candidato di convergenza per il Quirinale è stato stangato da Enrico Letta & Co. In nome dell’atlantismo. Non tanto per le posizioni personali di Frattini, che è meno “filo-russo” e “non atlantista” di quanto Paolo Maldini possa essere interista, ma un riflesso condizionato contro le notizie che giungevano da Mosca e che dalle parti di Via Veneto hanno suscitato diversi mugugni.

Il Pd, il partito-Stato, la fucina della classe dirigente e chi più ne ha più ne metta, non ha toccato palla nel persuadere i supermanager italiani arrivati alla corte di Antonio Fallico, organizzatore della video call con Vladimir Putin, a desistere dal partecipare all’incontro di business di mercoledì nel pieno della crisi ucraina. Fallo di reazione, dunque, di Letta su Frattini. E addio a un nome istituzionale. Così va la corsa al Colle…

Conclavi, tavole rotonde… e imbandite

Nell’era dei social, dell’iper-digitalizzazione, delle notizie 24/7 la ritualità del palazzo non conosce grandi deviazioni. Sono osterie, ristoranti, bar le sedi dei veri tavoli di confronto. Tra una carbonara e l’altra i grandi elettori divisi nelle proprie cordate si contano, elaborano strategie, organizzano messaggi. Campo Marzio, Via delle Coppelle, Via dei Prefetti, Via della Scrofa, Piazza Oratorio: sagaci politici e giovani firme uniti dalla natura di buone forchette ci ricordano che sono questi i luoghi “romani doc” in cui hanno sede i locali ove si sfamano i peones.

Capitano o capitone?

Come nelle barzellette patriottiche: ci sono l’importante presidente di Regione, l’ex ministro di orientamento conservatore e l’ex candidato alla presidenza del Senato avvistati in un locale di Via delle Colonnelle a cena alla vigilia dell’astensione concordata del centrodestra. Prove tecniche di grande centro che guarda a destra? Non lo sappiamo ancora. Però apprezziamo la scelta del menù: salmone in crosta a volontà il piatto forte. Aspettando, in futuro, di friggere il capitone.

Messaggio a Matteo Salvini?

Lo sprint di Casini

Italiani, popolo di santi, poeti, naviganti e… sprinter. Più che l’effetto Draghi, nel palazzo vale l’effetto Jacobs: Casini è osservato speciale ad ogni votazione. Cosa significa il suo rapidissimo passaggio nell’urna alla quarta votazione? Se ne parla nella bouvette: l’onorevole bolognese ha dato scheda bianca? Se sì, da chi provengono i tre consensi che lo tengono attivo nella corsa al Colle? Si consiglia cronometro a portata di mano.