Il Governo ha il piano ma l’astensionismo continua a vincere. Ministro D’Incà: “Lavoreremo per approvarlo”

Il vero vincitore di questa ultima tornata di elezioni amministrative e referendum è stato l’astensionismo.

C’è chi è andato meglio, come Pd e Fratelli d’Italia, e c’è chi invece andato peggio, soprattutto il M5s ma anche la Lega, sorpassata dai meloniani anche in alcune città del Nord. Ma il vero vincitore di questa ultima tornata di elezioni amministrative e referendum è stato l’astensionismo. Percentuali da record negativo sui cinque quesiti sulla giustizia, un misero 20,9% definitivo e un quorum lontano anni luce. Risultati per nulla esaltanti anche nei comuni, dove di solito la partecipazione è più alta: un 54% finale che fa dire a tutti i partiti che si è recato alle urne per scegliere i sindaci soltanto un elettore su due.

E pensare che poco più di un mese fa, il ministro per le riforme Costituzionali e per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà aveva presentato il “libro bianco sull’astensionismo”.

Un’analisi quasi profetica, elaborata da una commissione presieduta dall’ex ministro Franco Bassanini, sulle cause profonde della disaffezione degli italiani nei confronti della politica. Un dossier in cui sono contenute una serie di proposte per arginare il fenomeno dell’astensione, tra cui l’Election Pass, una sorta di certificato elettorale digitale sul modello del Green Pass, il voto anticipato presidiato per consentire il voto ai fuorisede e a chi ha difficoltà motorie e problemi di salute, e l’Election Day di domenica e lunedì, proprio come avvenuto alle ultime comunali, ma senza risultati tangibili.

Ministr0 D’Incà: “La vita pubblica nel nostro Paese è interessata da un malessere profondo”

“L’ultima tornata elettorale ha confermato la tendenza ad un forte astensionismo, a dimostrazione del fatto che la vita pubblica nel nostro Paese è interessata da un malessere profondo che coinvolge soprattutto i più giovani e deve interrogare tutti i partiti”, dice rammaricato il ministro D’Incà a True-News.it. L’esponente del M5s, titolare delle riforme e dei rapporti con il Parlamento, però vuole rilanciare sulle proposte contenute nel “libro bianco”, impantanate da alcuni mesi a causa della campagna elettorale.

E però, soprattutto in vista del turno delle politiche previsto per il 2023, è urgente un colpo di reni delle istituzioni per combattere l’astensionismo dilagante e in continua crescita a ogni elezione. “È indispensabile, mai come in questo momento, fare tutto quello che è nelle nostre possibilità e rimuovere gli ostacoli e le difficoltà che rendono più difficile a molti cittadini esercitare il loro diritto di voto: pensiamo agli anziani con difficoltà di movimento, agli studenti e ai lavoratori fuori sede e alle persone con disabilità”, insiste D’Incà nel suo colloquio con True-News.it.

D’Incà: “Indispensabile riannodare il filo del dibattito parlamentare su Election Pass, Election Day e voto anticipato presidiato”

Oltre alle tre proposte contenute nel “libro bianco”, è allo studio di un’altra commissione del ministero dell’Interno anche il voto digitale, che però suscita dubbi alla luce della situazione internazionale e delle minacce alla cybersicurezza poste dalle attività di hacker russi, come quelli del collettivo Killnet, responsabile degli attacchi che hanno coinvolto enti e istituzioni del nostro Paese nel mese di maggio.

Quindi, ragionano dal ministero di D’Incà, è indispensabile riannodare il filo del dibattito parlamentare su Election Pass, Election Day e voto anticipato presidiato. “Tre proposte che possono aiutarci a combattere e a ridurre l’astensionismo involontario – conclude D’Incà – il mio obiettivo in qualità di ministro sarà di lavorare ancora di più per far sì che le proposte del Libro Bianco, che sono delle ottime idee, diventino realtà il prima possibile attraverso un percorso parlamentare che dovrà vedere l’impegno di tutti i partiti, con l’obiettivo di risolvere uno dei problemi più gravi che affliggono la nostra democrazia”.