Orban paralizza ancora l’Europa. Giannuli: “E’ la quinta colonna di Putin nell’Ue”

Aldo Giannuli a tutto campo contro i cedimenti europei a Orban. Per lo storico e politologo Orban è un agente di Putin nell'Ue.

Perché leggere questo articolo? Aldo Giannuli a tutto campo contro i cedimenti europei a Orban. Per lo storico e politologo Orban è un agente di Putin nell’Ue.

“Non scopriamo oggi Viktor Orban” come “maestro dello sfruttamento del sistema europeo a suo vantaggio”. Arriva il Consiglio Europeo e il professor Aldo Giannuli commenta con True-News i temi legati alla solita, reiterata tendenza del leader magiaro a sfruttare gli eventi comunitari come momento per battere cassa. “L’indecente gestione del caso di Ilaria Salis ha mostrato anche in Italia quanto sia arbitraria e deviata la giustizia politica dell’Ungheria di Orban”, sottolinea Giannuli, storico e politologo a lungo docente alla Statale di Milano.

La sfida di Orban in Europa

“La reale portata del sistema-Orban però”, nota Giannuli, “va molto oltre e si può percepire dalle immagini che vedono tutti i big europei, da Meloni a Scholz, da Macron alla von der Leyen, andare a Canossa da lui nell’incontro preparatore del Consiglio Europeo”. A dicembre Orban ha messo il veto su 50 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina, approvati oggi dopo lungo travaglio e continua a fermare i pacchetti europei sulla gestione della crisi migratoria. Il Consiglio Europeo dovrà decidere dopo l’accordo sofferto sull’Ucraina il pegno da pagare a Orban sotto forma di concessioni e fondi.

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Ma non finisce qui. Orban può ancora tirare la corda su temi come il futuro dei fondi agricoli, delle politiche di transizione energetica e della Difesa comune europea. Il Financial Times si chiede se Orban, che alza la voce per vedersi sbloccati fondi congelati per le infrazioni allo Stato di diritto del suo governo, voglia negoziare per massimizzare le concessioni o arrivare a minare le istituzioni europee.

Sul tema Giannuli è netto: “Con la guerra in Ucraina ci siamo accorti della realtà. E cioè che Orban è la quinta colonna di Vladimir Putin in Europa e mina la già fragile posizione europea. Se l’Unione Europea vuole avere un senso non può autorizzare fughe come quelle dell’Ungheria e cedere, ogni volta, ai ricatti”. C’è un problema fondante, per Giannuli: “Orban sfrutta abilmente i trattati. Quando l’Ue fu allargata nel 2004 non fu prevista una clausola per l’espulsione di membri recidivi nel minare il processo politico collettivo“, cosa che “da oltre dieci anni Orban fa regolarmente”. Per il docente e esperto di geopolitica “l’Ungheria non condivide più i fondamenti politici e sociali su cui si basa il costrutto europeo”.

Il declino democratico dell’Ungheria

Casi singoli come quello di Ilaria Salis, detenuta per un anno e poi condotta in catene in tribunale a Budapest dopo l’arresto per la presunta aggressione a dei manifestanti della destra ungherese filo-orbaniana, “mostrano nel loro piccolo l’autoritarismo e l’arbitrio a cui Orban ha sottoposto l’Ungheria”, ci dice Giannuli. Le politiche europee condizionate da Budapest mostrano “quanto il Paese guidato da Orban abbia un approccio da sfruttatore. Vive di fondi europei da un lato, silura l’Europa dall’altro”. Critico della costruzione europea, Giannuli ritiene però che “per marginalizzare l’Ungheria di Orban vanno modificate le regole fondate sul diritto di veto che esagerano il potere di Paesi legati a attori esterni”

Il rischio, altrimenti, è “trovarsi a ogni continuo meeting europeo di fronte a questo penoso andirivieni di leader al cospetto di Orban per poter alzare sempre di più il livello dei compromessi richiesti per dar slancio all’azione dell’Unione”. Orban, per Giannuli, “sta rendendo l’Ungheria un Paese sempre più simile a quell’Ungheria che nella seconda guerra mondiale si schierò con le Potenze dell’Asse” con “una forte torsione autoritaria” su cui si basa “l’affetto diretto con Putin”. Ma l’ipotesi più realistica è che “questa Europa decida di non decidere. E ci ritroveremo continuamente a dover fare i conti con la grana Orban”.

Arginare Orban per rilanciare l’Ue?

Il rischio, per Giannuli, è che “Orban alzi sempre di più il tiro. Magari cavalcando il vento favorevole a conservatori e sovranisti che soffia col ritorno di Donald Trump in auge negli Stati Uniti nell’anno delle presidenziali”. Orban tira dritto e l’Europa, mese dopo mese, non riesce a prendere le misure. E per Giannuli “è ora di dare una lezione a Orban. Mettendolo ai margini nel processo decisionale europeo. Difficile a farsi”, nota il professore. Ma altrimenti, che Unione sarà un’organizzazione paralizzata da un leader che gioca contro i suoi valori e le sue regole?