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Farnesina, pronto il ponte aereo per il rientro degli italiani dalle zone di guerra

Farnesina, pronto il ponte aereo per il rientro degli italiani dalle zone di guerra

La Farnesina ha avviato un articolato piano di rientro per più di 500 italiani rimasti bloccati in Medio Oriente, in seguito alla crescita delle tensioni e alle restrizioni nei trasporti della regione. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che “stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente”. In collaborazione con le Ambasciate italiane nella regione e con le Autorità locali, sono stati organizzati voli di rientro per facilitare il ritorno dei cittadini italiani.

I voli programmati per il rientro

Secondo il piano attivo per il 3 marzo, sono previsti due voli commerciali speciali da Mascate (Oman) verso Roma Fiumicino, per un totale di circa 300 passeggeri. È previsto inoltre un volo da Abu Dhabi diretto a Milano con circa 200 persone, tra cui molti studenti minorenni della World Students’ Connection presenti a Dubai. Il gruppo si trova già presso l’aeroporto di Abu Dhabi, assistito dal personale dell’Ambasciata e del Consolato Generale.

Sono previsti anche ulteriori due voli della compagnia Etihad da Abu Dhabi per l’Italia: uno alle 14:20 per Milano e l’altro alle 14:40 per Roma, per permettere il rientro di passeggeri che non erano riusciti a partire con i voli precedenti. Per il 4 marzo, la Farnesina ha già programmato un nuovo volo da Mascate, con un meccanismo di trasferimento via autobus dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Oman: i primi spostamenti sono già iniziatii.

Gestione della logistica e raccomandazioni

Le istruzioni per i trasferimenti sono inviate ai cittadini italiani negli Emirati Arabi Uniti registratisi sull’app “Viaggiare Sicuri” o sul sito www.dovesiamonelmondo.it. Un sistema analogo è in predisposizione per trasferire gli italiani da Kuwait, Bahrein e Qatar verso l’Arabia Saudita.

La Farnesina rinnova l’invito a seguire solo le comunicazioni ufficiali e raccomanda la registrazione sugli strumenti digitali disponibili. Tajani ha ricordato ai cittadini: “Chi prenota il bus deve salire e non lasciare posti vuoti, togliendoli a chi potrebbe utilizzarli”, sottolineando che “è fondamentale rispettare i posti prenotati sui mezzi pubblici, soprattutto in situazioni straordinarie come questa”.

Situazione degli italiani nella regione

Nella regione del Golfo risultano presenti circa 70.000 italiani: l’80% sono presenze stabili, mentre circa 30.000 sono temporanee solo a Dubai e Abu Dhabi. Al momento sono ancora interessati dal ponte aereo anche croceristi a bordo della nave Msc Euribia, ferma nel porto di Dubai dopo la sospensione del trasferimento a Doha. Tra i casi seguiti in queste ore, anche quello dei circa 200 studenti coinvolti in una simulazione ONU, che stanno rientrando a Milano con un volo d’emergenza.

Ci sono anche casi di connazionali bloccati alle Maldive, per i quali sono state attivate procedure specifiche che prevedono voli charter, dato il divieto per le compagnie europee, come Ita Airways, di operare nella zona e le restrizioni ai voli militari non schermati.

Task force e rinforzi diplomatici

Il Ministero degli Esteri ha attivato una task force composta da diplomatici, carabinieri e finanzieri, già operativa a Mascate e presso la frontiera tra Oman ed Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo principale è assicurare assistenza ai cittadini, prevenire frodi nei trasferimenti e contrastare tentativi di bagarinaggio intorno ai posti sui voli.

Intanto la Farnesina lavora per facilitare il trasferimento di cittadini dal Bahrein e Qatar verso Riyad, dove sono più agevoli i collegamenti con l’Italia. In parallelo, si monitora attentamente la situazione di altri italiani, come i 71 presenti a Gerusalemme e i numerosi turisti collegati agli scali di Dubai.