Killnet attacca l’Italia. “Nessun sito è più al sicuro”: l’allarme delle forze dell’ordine

La guerra è arrivata in Italia. Per fortuna senza bombe o polvere da sparo ma sotto forma di attacchi hacker.

La guerra è arrivata in Italia. Per fortuna senza bombe o polvere da sparo ma sotto forma di attacchi hacker. Fonti vicine alle forze dell’ordine, ascoltate da true-news.it, mostrano tutta la preoccupazione per la situazione: “Siamo in guerra, nessuno sito è più al sicuro”. E, infatti, nelle ultime ore è stato preso di mira anche il portale della polizia di Stato, attaccato dal collettivo filo-putiniano, Killnet.

Su Telegram i cybercriminali hanno annunciato che il nuovo episodio è una sorta di ritorsione nei confronti della Polizia perchè, domenica scorsa, aveva comunicato su Twitter di aver sventato le aggressioni informatiche contro l’Eurovision.

Ma gli hacker russi  non sono disposti a fermarsi e, poco dopo l’attacco alla Polizia, hanno dichiarato ufficialmente guerra a 10 paesi tra cui “Usa, Germania, Regno Unito, Lettonia, Romania, Lituania, Estonia, Polonia e Ucraina”.

Le risposte di Anonymous Italia

Oltre ai sistemi di difesa dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. c’è un altro movimento che risponde, colpo su colpo, agli attacchi di Killnet. E’ il collettivo Anonymous Italia, il movimento decentralizzato di hacktivismo che, nella serata di lunedì 16 maggio, si è preso beffa delle azioni dei nemici russi.

Su Twitter, intorno alle 22, l’account @anonwolf3467 annunciava orgoglioso: “Messaggio per i bimbi minkia di killnet ogni attacco alle nostre istituzioni saranno pari alle vostre avete attaccato la polizia di stato noi attacchiamo la polizia di Mosca ogni azione da parte vostra ci sarà una reazione”. Il testo è accompagnato dagli screenshot che mostrano l’impossibilità di aprire la pagina “adm-moskovsky.ru”.

Più tardi, attorno alla mezzanotte, il collettivo mostrava questo tweet in cui comunicava di aver bloccato una decina di portali istituzionali russi.

Anche se, al momento, risultano attivi.

Qualche giorno fa, Anonymous era riuscita a smascherare l’identità degli appartenenti a Killnet: la loro offensiva ha evidenziato come gli hacker russi siano giovanissimi, che agiscono con fini non patriottici ma economici. Insomma sarebbero dei mercenari che operano su richiesta). Hanno inoltre evidenziato come essi siano disposti a vendere scarpe online pur di trarre guadagni.

Vova Dunaev, il presunto capo di Killnet

Secondo alcuni tweet degli attivisti di Anonymous, il movimento sarebbe riuscito a scovare l’identità di diversi membri del collettivo russo  pubblicando su Twitter loro fotografie tra cui quelle del nome del presunto leader: Vova Dunaev. Un ragazzo che si presenta su Instagram come content creator e che non posta alcun riferimento al collettivo di hacker russi.