Il vicecapo dell’intelligence militare russa (Gru), generale Vladimir Alekseev, è rimasto ferito a seguito di un attentato avvenuto a Mosca. Secondo il Comitato Investigativo della Federazione Russa, una persona non identificata ha aperto il fuoco all’interno di un edificio residenziale situato lungo l’autostrada Volokolamskoye, ferendo Alekseev per poi darsi alla fuga. La vittima è stata immediatamente soccorsa e trasportata in ospedale, dove è attualmente ricoverata. Gli inquirenti hanno avviato una procedura penale per tentato omicidio e traffico illecito di armi, sottolinenando la gravità dell’accaduto.
Nelle ore successive all’attacco, squadre forensi hanno esaminato i filmati delle telecamere della zona e ascoltato diversi testimoni. Svetlana Petrenko, portavoce del Comitato Investigativo, ha così dichiarato: “In un edificio residenziale situato sull’autostrada Volokolamskoye a Mosca, una persona non identificata ha sparato diversi colpi a un uomo ed è fuggita dalla scena. La vittima è stata ricoverata in uno degli ospedali cittadini”. Fino ad ora, nessun gruppo o Stato ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, lasciando aperti numerosi interrogativi sugli autori e sulle motivazioni.
Il profilo del generale Alekseev: ruolo e responsabilità
Nato nella regione ucraina di Vinnytsia, Alekseev è il numero due del Gru sin dal 2011. Ha maturato una lunga carriera militare, distinguendosi durante le operazioni di intelligence in Siria dopo il 2015, quando la Russia è intervenuta a fianco del governo di Bashar al-Assad contro i jihadisti. Secondo la biografia ufficiale, “Alekseyev, 64 anni, si è distinto in particolare durante operazioni di intelligence in Siria”. Attualmente, tra le sue funzioni, coordina anche la selezione degli obiettivi dei raid aerei contro l’Ucraina e sembra abbia avuto un ruolo nell’ideazione e nel coordinamento delle prime operazioni della milizia Wagner nel Donbass, nel 2014. I suoi collaboratori lo chiamano familiarmente “Stepanich“.
Il generale Alekseev è considerato da tempo una figura chiave all’interno dell’apparato di difesa russo, soprattutto nei rapporti strategici con il Cremlino fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Ha inoltre svolto ruoli delicati nella mediazione con il gruppo Wagner durante l’ammutinamento che ha coinvolto Yevgeny Prigozhin nel 2023. Il suo diretto superiore, Igor Kostyukov, è stato a capo della delegazione russa nei recenti colloqui di pace di Abu Dhabi, ritenuti “costruttivi” dalle parti coinvolte. Dopo l’attacco, commentatori filogovernativi hanno ipotizzato possibili responsabilità ucraine nel tentativo di sabotare ogni progresso negoziale, mentre altri osservatori vedono nell’attentato un segnale delle fragilità della sicurezza interna russa.
I precedenti: una serie di attacchi ai vertici militari
Negli ultimi anni è aumentato il numero di attacchi mirati ai danni di alti ufficiali russi, con modalità che vanno dalle esplosioni in prossimità delle abitazioni a colpi d’arma da fuoco sulle scale dei condomini. Il caso più eclatante, ricordano gli analisti, è stato “l’uccisione del generale Igor Kirillov, allora capo delle truppe di difesa radiologica, chimica e biologica”, assassinato in un attentato con un monopattino imbottito di esplosivo. Episodi analoghi hanno colpito altri ufficiali del Gru e dello Stato maggiore, alimentando negli ambienti militari «un clima di sospetto e allarme costante». Queste azioni vengono spesso attribuite dai media russi ai servizi ucraini, soprattutto nei casi in cui Kiev ha riconosciuto la propria responsabilità.
Dal 2016, Alekseev figura negli elenchi delle sanzioni statunitensi per la presunta partecipazione agli attacchi informatici durante le elezioni presidenziali USA. Nel 2019 anche l’Unione Europea lo ha sanzionato, insieme ad altri ufficiali russi, in relazione all’avvelenamento dell’ex spia Sergej Skripal e di sua figlia Julia a Salisbury, in Gran Bretagna. In Occidente, il suo nome “figura in diversi pacchetti di sanzioni, legati sia alle presunte interferenze nelle elezioni statunitensi sia all’avvelenamento con agente nervino a Salisbury nel 2018”.
