Finite le elezioni, addio Tik Tok. I politici silenti sul social

TikTok è servito ai leader politici solo durante la campagna elettorale. Ora, esaurita la caccia al voto, sono spariti dalla piattaforma

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Forse anche tu, che stai leggendo queste righe, hai un account su TikTok e hai visto, durante la campagna elettorale, la marea di video dei politici in cerca di voti. E ora? Finite le elezioni, sono spariti.

Per giorni non si è parlato d’altro. Tutti i giornali, i commentatori, gli opinionisti con la testa china su TikTok a commentare lo sbarco dei leader sulla piattaforma.

A partire da Silvio Berlusconi, che ha esordito il 1° settembre – a 24 giorni dalle elezioni – con un video in stile 1994 che ha catturato 15 milioni di visualizzazioni e le paginate dei giornali.
Poi tutti ad analizzare le perfomance di Giorgia Meloni, Carlo Calenda, Matteo Renzi ,arrivati dopo Giuseppe Conte che è su TikTok dal 21 aprile 2022.

Tutti su TikTok per intercettare il voto giovanile

Ognuno di loro si è presentato alla propria maniera sul social più frequentato del momento.

L’obiettivo? Cercare di intercettare il voto “dei giovani”. E così video quotidiani con annunci elettorali, riprese di ospitate nei talk-show, post contro gli avversari. Ma, ora che la campagna elettorale è conclusa, ai politici TikTok non serve più. Basta analizzare la frequenza dei post per capire come l’uso della piattaforma sia stato strettamente legato al periodo pre-elettorale. Quando, invece, può, anzi dovrebbe, essere uno strumento di collegamento quotidiano con i frequentatori della piattaforma.

Che, prima di essere elettori a cui elemosinare il voto, sono ragazze e ragazzi, cittadini, le cui istanze o opinioni sui temi d’attualità non si sono certo esauriti la notte del 25 settembre.

Giuseppe Conte attivissimo fino al 23 settembre, Berlusconi ora posta solo sul Monza

Da metà agosto al 25 settembre Giuseppe Conte ha pubblicato quasi un video al giorno. Fino al 23 settembre quando, prima del silenzio, elettorale, ha ribadito l’appello a votare Movimento Cinque Stelle.

Poi il silenzio. Fino al 5 ottobre, giorno in cui, con un filmato dai toni trionfali, ha tenuto a ringraziare i suoi elettori. Silvio Berlusconi, dalla fine delle elezioni, usa il suo profilo per mostrare i regali di compleanno, la torta con i loghi del Milan e di Mediaset, l’incontro con Zlatan Ibrahimovic. Sembra un Ferragnez. E ancora l’intestazione del campo di allenamento del Monza al padre, Luigi Berlusconi, e altri video sulla squadra che quest’anno milita in serie A.

Sui temi politici neanche una parola.

Matteo Renzi evanescente su TikTok ma attivo sugli altri social

Evanescente Matteo Renzi. In campagna elettorale, ha viaggiato con la media di due post al giorno. Si è fermato il 23 settembre con l’ultimo appello al voto. Poi il silenzio, addio TikTok. Silenzio social? No, perché su Twitter e Facebook, invece, i post di Renzi viaggian0 al ritmo di uno al giorno. Ad esempio, il racconto della convention milanese, in cui ha ringraziato gli elettori e, con Calenda, ha lanciato la piattaforma RenewEurope è stato celebrato con foto, post e video su tutte le piattaforme tranne che su TikTok.

Buono solo per cercare voti.

Calenda tornato oggi, il PD in

Il collega del Terzo Polo, Carlo Calenda, dalla fine della campagna elettorale, è rimasto in silenzio fino ad oggi. Almeno su TikTok. Perchè sugli altri social ha continuato a postare, ringraziare e esaltare le buone percentuali di voti raggiunte nella fascia d’età tra i 18 e i 35 anni. Oggi è riemerso riportando il suo intervento a La7. Non è da meno il Partito Democratico che ha deciso di presentarsi con il nome del partito senza mettere in evidenza l’account di Enrico Letta.

I dem, alla ricerca di sè stessi e di un futuro più roseo, sono spariti da TikTok dal 23 settembre. Campagna finita, social inutile.

Il silenzio di riflessione di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni è caduta in un silenzio di riflessione. Troppe le grane da risolvere con gli alleati e l’Europa per la formazione del governo. Così, dopo l’ultimo strillo elettorale, con i meloni all’altezza del petto, è rimasta silente fino al 29 settembre quando ha ringraziato gli elettori per poi tornare su TikTok ieri in occasione dell’incontro con i membri del partito spagnolo Vox. Naturalmente anche nel caso della “premier in pectore”, la frequenza di post sulla piattaforma di origine cinese era tutt’altro che bassa nel periodo tra agosto e settembre: in media un video al giorno. Chissà come si comporterà nel probabile ruolo di premier.

Paragone commenta tutto, ogni giorno

Paradossalmente l’unico che non si è mai fermato, nell’uso di TikTok, è il perdente Gianluigi Paragone. Non ha raggiunto la soglia di sbarramento e, allora, ha deciso di commentare le notizie del giorno affidandosi anche a facce diverse dalla sua. Un esempio: giovedì 6 ottobre, un volto femminile ha criticato i divieti dell’area B imposti dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

I temi su cui i politici potrebbero esprimere il proprio commento, e tenere saldo il rapporto con gli utenti, sarebbero tanti. Dalla guerra al caro energia. Ma, a quanto pare, TikTok è servito solo per provare ad “essere giovani”.