Fiducia a Draghi, la diretta del dibattito al Senato (VIDEO)

Dove seguire la diretta video del dibattito al Senato per la fiducia a Mario Draghi. Le forze politiche discuteranno dalle 11 alle 17.

Dibattito sulle comunicazioni di Mario Draghi, il video in diretta dal Senato. Oggi si decide il futuro del Governo con il voto di fiducia all’esecutivo. Ecco dove seguire in diretta la discussione tra i parlamentari e le operazioni di voto.

Oggi si vota la fiducia a Draghi, la diretta video del dibattito al Senato

Oggi è una giornata fondamentale per il futuro del Governo Draghi, in cerca di conferme con il voto di fiducia all’esecutivo.

Dopo il discorso del Premier al Senato, dalle 11 alle 17 è in programma il dibattito tra le forze politiche sulle sue comunicazioni. In seguito, verrà dato di nuovo spazio al Premier per la sua replica. Poi seguirà un’ora e mezza di dichiarazioni di voto fino alla chiama uninominale per la fiducia. È possibile seguire la discussione in diretta sia sul sito ufficiale del Senato che in streaming sul canale Youtube di Palazzo Madama, Senatoitaliano.

Il discorso di Mario Draghi: “L’Italia è forte quando è unita, ricostruiamo il patto”

Alle 9.30 di stamattina, Mario Draghi si è rivolto al senato per le comunicazioni fiduciarie, spiegando i motivi delle sue dimissioni, poi rifiutate dal Presidente della Repubblica Sergio MattarellaL’Italia è forte quando sa essere unita.” -ha spiegato Draghi- “Purtroppo con il passare dei mesi le forze politiche hanno cambiato idea. Le riforme del Csm, del catasto, delle concessioni balneari.

In politica estera abbiamo assistito a tentativi di indebolire il governo sulla guerra in Ucraina. Le richieste di maggior indebitamento si sono fatte più forti. Il desiderio di andare avanti insieme si è progressivamente esaurito. Draghi ha poi aperto ad una possibile continuazione di questo governo, a condizione di ricostruire tutto dalle fondamenta: “L’unica strada, se vogliamo stare ancora insieme, è ricostruire da capo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità”.

Massimiliano Romeo (capogruppo Lega al Senato): “Nuovo governo o elezioni”

Il capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo, nel dibattito al Senato, ha posto importanti condizioni al premier per la prosecuzione del Governo: “Dobbiamo capire se l’obiettivo è quello di salvare il Paese o il campo largo progressista che è finito per qualche errore nell’inceneritore di Roma – ha detto intervenendo nell’Aula del Senato – noi ci siamo se si tratta di fare una nuova maggioranza senza M5S, e se serve ricostituire un nuovo governo, ha detto ancora, rimarcando la necessità di una nuova maggioranza senza i grillini e di un rimpasto per proseguire l’esperienza di governo.

Maurizio Gasparri (FI): “Serve un nuovo patto di fiducia. No al M5s”

Maurizio Gasparri, nel suo intervento in Senato, conferma la linea di Massimiliano Romeo accennando anche all’inceneritore. “Cittadini di Roma e del Lazio pagano addizionale Irpef per pagare la situazione di Roma, e il Pd ha importanti responsabilità”. Gasparri ha poi parlato della necessità di un nuovo patto di fiducia.Serve un nuovo patto di fiducia, ma non perchè vogliamo posto di ministri.

Non abbiamo esigenze di posti ma vuol dire discontinuità a ministri che non votano la fiducia a se stessi. È legittimo in democrazia”. 

Ettore Licheri (M5S): “Paese sull’orlo del baratro. Servono risposte”

Per il Movimento cinque stelle, a parlare nel dibattito al Senato, è il senatore Ettore Licheri. “Il paese è sull’orlo del baratro. Davanti a 40 mila aziende che non possono pagare i dipendenti per il blocco dei crediti fiscali, cosa rispondiamo oggi? Non possiamo oggi dire quello che lei dice: “affronteremo il problema del superbonus con un tavolo”.

Noi non siamo politici di professioni, quando non si ha idea di cosa fare si apre un tavolo. Loro aspettano di capire se il problema per lei è la cessione dei crediti fiscali. Si frena il superbonus perchè è una nostra misura? E allora noi ci chiediamo: lei sarà davvero capace di essere garante di un governo di unità nazionale sentendo voci di capogruppo della Lega e di Forza Italia? E come farà a dire loro che la transizione ecologica non è uno slogan, ma un futuro di nuovi modelli aziendali? È nella transizione ecologica che ci sono nuovi posti di lavoro, e non possiamo prendere la guerra come pretesto per ritornare al carbone e alle trivellazioni in mare. Lei avrebbe dovuto capire questa nostra sensibilità quando è arrivata la norma sull’inceneritore di Roma in consiglio dei Ministri. Noi abbiamo sentito troppe dichiarazioni di intenti da parte sua ma siamo a metà luglio. Il reddito di cittadinanza è stato determinante per contrasto alla povertà. Come si fa a rendere compatibile unità nazionale? Noi siamo sotto attacco perchè siamo l’unica forza politica che sta interrogando il Governo su questa crisi. Lei non ci ha ancora dato risposte ai nostri nove punti”.

La replica di Draghi: “Siete voi che decidete. Suberbonus? Problema sono i meccanismi di cessione del credito creati”

In Senato ha replicato ai partiti il premier Mario Draghi. “Le possibilità sono due: o andare via senza voto, ma mobilitazione dei cittadini è senza precedenti e impossibile da ignorare. E questo sostegno mi ha spinto a riproporre un patto di coalizione e voi decidete. Niente richieste di pieni poteri. Perchè il governo non è entrato nella cannabis e Dl Zan o Ius Scholae? Il governo ha deciso di non intervenire per la sua natura di essere di unità nazionale nei temi di origine parlamentare. Sul superbonus, il problema non è il superbonus ma i meccanismi di cessione del credito senza discernimento. Siete voi o lei i responsabili di questa situazione e delle imprese. Ora bisogna riparare il malfatto e tirare fuori dai pasticci quelle imprese in difficoltà. Non ho davvero molto altro da dire”.

Matteo Renzi (Italia Viva): “Diciamo sì a Draghi e gli diciamo grazie per questi mesi”

Matteo Renzi in senato ha annunciato il voto di fiducia a Italia Viva per Mario Draghi. “Il Parlamento è fermo sulla posizione assurda e inspiegabile di chi vuole la crisi ma non ha il coraggio di far dimettere i propri ministri, di chi non ha idea che domani le parole di Christine Lagarde segnerà il futuro dell’Europa. Noi sosteniamo il governo guidato da Mario Draghi e diciamo grazie a Draghi per questi mesi. Siamo orgogliosi di quanto è stato fatto”

Simona Malpezzi (Pd): “Noi diremo sì a Draghi”

Ad intervenire al senato per il Pd è la capogruppo del Pd Simona Malpezzi. “Stiamo provando a dire da questi banchi del Pd che in questi giorni gli appelli dei cittadini per Draghi sono stati tanti, gli appelli li ho letti e venivano da tantissimi mondi ed erano rivolti anche a noi,hanno chiamato in causa la politica. Noi diremo sì a Draghi”.

Anna Maria Bernini (Fi): “Non abbiamo voluto la crisi, ma si è rotto l’equilibrio”

Abbiamo dato massima autonomia al governo e lavorato per umanizzare provvedimenti. Abbiamo lavorato in maniera costruttiva in tutti i provvedimenti, ma la sua nota di biasimo ci ha toccato. Abbiamo lavorato con garbo e lavorato alla mediazione. Siamo quelli che per 55 volte abbiamo rinnovato la fiducia al governo, anche quando il risultato finale non ci soddisfaceva completamente. Siamo quelli che in una situazione di grande crisi hanno dato pienissima autonomia al suo Governo in nome dell’atlantismo ed europeismo. Abbiamo rinunciato a tanti temi identitari e non abbiamo voluto noi la crisi. Una forza politica ha deciso di strappare su un decreto, e si è frantumato il patto di fiducia che ci aveva tenuto insieme, ma si è rotto l’equilibrio. Crediamo nel nuovo patto di governo, ma non in orchestrari stonati. Se si propone spartito giusto, la sinfonia può essere bellissima. Abbiamo chiesto una verifica diversi giorni fa e chiesto chiarezza. Non parteciperemo al voto”.

Candiani (Lega): “Parlamento caratterizzato da cambi di casacca. Non parteciperemo al voto”

Il senatore Candiani ha rimarcato di non partecipare al voto. “Ci spiace non aver sentito parole per Lampedusa, per l’immigrazione, per i comuni che fanno fatica ad andare avanti. È onere della politica farsi carico non solo di quello che piace, ma anche di quello che non piace. Forse dà fastidio parlare dell’interesse dell’Italia, ne prendiamo atto. Ora bisogna dire giù la maschera, tutto è naufragato per il Movimento cinque stelle. E non pensi di cavarsela neanche il ministro di Maio che ha rinnegato tutto di se stesso e facendo nascere una stampella. Ma tutto dovrebbe essere fatto nell’interesse del paese che abbiamo sempre seguito. Questo è un parlamento caratterizzato per i cambi di casacca. Noi ci siamo sempre comportati lealmente e abbiamo votato tutto quello che il governo Draghi ci ha chiesto di votare. Altri non lo hanno fatto. Ringraziamo ministri della Lega che hanno lavorato con lealtà. Non potrà dire lo stesso di Speranza o Lamorgese. Noi abbiamo preso nota del suo appello alla democrazia parlamentare, ma il problema non è lei ma il M5s che ha creato fibrillazioni con il Pd. Azione non si può reggere sulla inaffidabilità. Spiace che non abbia scelto la nostra risoluzione per andare avanti, al paese serve chiarezza. Siamo costretti a non partecipare al voto”

Mariolina Castellone (m5s): “Non parteciperemo al voto”

Mariolina Castellone, per il Movimento cinque stelle, ha rimarcato che il M5S non parteciperà al voto. “Nel suo discorso ha ricordato la genesi del governo: quella pandemia, economica e sociale e ha identificato che un governo di alto profilo non dovrebbe schierarsi nettamente contro una forza politica, come invece è accaduto. In questi 18 mesi sono state smantellate tutte le nostre misure e non c’è stato nessun cenno in quest’anno ai nostri meriti in Europa. La generosità che lei chiede deve anche passare per il riconoscimento anche dei meriti delle forze politiche, e posso dire che questa generosità di trovare sintesi a noi non è mai mancata. Il rispetto reciproco che invoca è il centro del dibattito di oggi. Chiede di porre temi sociali è perchè rappresentiamo urgenze di famiglie e imprese. Chiedere una delega in bianco è mortificare la democrazia parlamentare. Le avevo chiesto su quali basi costruire un nuovo patto di governo, le abbiamo presentato un documento ignorato. Noi continueremo le nostre battaglie vicino a chi non ha voce e a chi non ha garanzie. Non parteciperemo al voto di questa risoluzione”