Il Consiglio dei Ministri esamina la bozza del nuovo decreto-legge in materia di sicurezza pubblica, un provvedimento composto da 33 articoli che interviene su diversi ambiti sensibili: sicurezza urbana, ordine pubblico, attività di indagine giudiziaria e protezione internazionale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati, con un focus particolare sui fenomeni di violenza giovanile e sui disordini in occasione delle manifestazioni pubbliche.
Stretta su coltelli e armi improprie
Secondo la bozza, chiunque porti fuori dalla propria abitazione strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedenti gli otto centimetri sarà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. “Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”, riporta il testo. Sono previste sanzioni amministrative accessorie, tra cui la sospensione della patente, della licenza di porto d’armi e la possibilità di inibire l’accesso a particolari documenti di guida.
Per i minori, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori se ad armarsi sia un ragazzo sotto i 18 anni.
Divieto di vendita ai minori e commercio online
La bozza introduce un divieto assoluto di vendita e cessione di coltelli e strumenti atti a offendere ai minori di 18 anni. Gli esercenti, compresi quelli del commercio elettronico, sono obbligati a richiedere un documento di identità all’acquirente, salvo che la maggiore età sia manifesta. I siti di e-commerce e le piattaforme dovranno implementare sistemi “efficaci e tempestivi” di verifica dell’età. Per chi viola il divieto si prevede una multa iniziale da 500 a 3.000 euro, che può raddoppiare in caso di recidiva, fino a un massimo di 12.000 euro. Per i negozianti sono previste anche sanzioni accessorie, come la chiusura temporanea dell’esercizio commerciale e, in caso di ulteriore infrazione, la revoca della licenza.
Gli esercenti che vendono strumenti dotati di lama superiore ai quindici centimetri saranno tenuti a registrare giornalmente le operazioni, annotando le generalità dei compratori. Questa misura vuole impedire la facile circolazione di strumenti potenzialmente pericolosi tra i giovani e facilita il tracciamento di eventuali responsabilità.
Fermo preventivo per rischi durante eventi pubblici
Il decreto prevede la possibilità di “accompagnamento presso uffici di pubblica sicurezza per prevenire condotte di pericolo in occasione di manifestazioni pubbliche”. Gli operatori di polizia potranno trattenere le persone fino a 12 ore qualora vi sia il “fondato motivo” che possano compromettere lo svolgimento pacifico di manifestazioni, anche se non hanno commesso alcun reato. Di questo fermo dovrà essere data “immediata notizia al pubblico ministero”, che potrà ordinare il rilascio qualora non ricorrano i presupposti necessari. È specificato che il pericolo dovrà essere “concreto” e non basato solo sull’uso di caschi o altri strumenti che possano occultare l’identità.
Piazze vietate a chi ha precedenti
Il questore potrà disporre il divieto di accesso a determinate aree urbane per soggetti denunciati o condannati (anche solo con sentenza non definitiva) negli ultimi cinque anni, in particolare per reati commessi durante manifestazioni o contro le forze dell’ordine. Il provvedimento potrà essere esteso anche ai luoghi dove siano stati concretamente commessi i reati.
Tutela rafforzata per le forze dell’ordine
La bozza amplia le tutele per il personale di polizia, forze armate e vigili del fuoco, con la possibilità di non iscrivere subito nel registro degli indagati chi agisce “in presenza di una causa di giustificazione”—ad esempio la legittima difesa—quando questa appaia “evidente” sin da subito. Il nominativo verrà annotato in un “modello separato”, mantenendo le stesse garanzie procedurali ma tutelando l’agente quando il ricorso alla forza sia giustificato.
La “rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato”
Il testo inserisce il reato di “rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato” con pene fino a venticinque anni di reclusione; viene ampliata anche la definizione di furto con destrezza, includendo sottrazione di telefoni cellulari, documenti di identità o strumenti di pagamento elettronico. Per i danneggiamenti durante manifestazioni pubbliche è prevista l’arrestasse anche in flagranza differita.
I prefetti avranno facoltà di individuare aree del territorio da sottoporre a maggiore controllo, dove potrà essere disposto l’allontanamento dei soggetti considerati pericolosi per l’ordine pubblico. Sono state inoltre previste risorse aggiuntive per la sicurezza nelle stazioni ferroviarie e nelle zone limitrofe.
Il provvedimento, pur ancora in fase di discussione, lascia aperti numerosi interrogativi sulle future modalità di applicazione e sull’impatto reale sulle dinamiche di sicurezza urbana e sulle garanzie dei diritti individuali. Secondo diverse fonti, molto dipenderà da come saranno concretamente adottate le disposizioni nei diversi contesti locali.
