Da Di Maio a Emma Bonino, ecco i grandi trombati delle elezioni 2022

La parabola discendente di Luigi Di Maio ha raggiunto il punto basso questa notte quando è risultato sconfitto nel collegio di Napoli

Da Ministro degli Esteri a escluso dalla prossima legislatura. La parabola discendente di Luigi Di Maio, iniziata con l’addio ai Cinque Stelle e la fondazione del gruppo “Impegno Civico”, ha raggiunto il punto basso questa notte. Quando, nel collegio di Napoli Fuorigrotta, è stato sconfitto dal pentastellato Sergio Costa. Una beffa amara da digerire per “Giggino”. Che ora sarà costretto a tornare ai suoi lavoretti. E, nello stesso collegio, esce amareggiata Mara Carfagna, ex ministro per il Sud e la Coesione Territoriale.

Fuori anche Emma Bonino

E’ fuori dal parlamento, dove era entrata nel lontano 1976, Emma Bonino. A poche sezioni dal termine dello scrutinio, la leader di “+ Europa” ha circa 17mila voti da recuperare alla candidata del centrodestra, la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni. Insomma, la sua sconfitta è sempre più vicina.

A destra i derby lombardi

Salendo al nord, i derby lombardi virano tutti a destra. Daniela Santanché, candidata per il collegio uninominale di Cremona per il Senato, batte l’economista Carlo Cottarelli mentre a Sesto San Giovanni l’atteso, simbolico, confronto tra Isabella Rauti e Emanuele Fiano vede trionfare, con il 45,34% delle preferenze, la rientrante senatrice di Fratelli d’Italia.  Insomma, 15 punti di distacco

Casini rimane al suo scranno

Chi resta ancorato al suo scranno in Parlamento è Pierferdinando Casini che, a Bologna, batte Vittorio Sgarbi. Una vitttoria sofferta ma ottenuta con un discretto riscatto rispetto al critico d’arte.

Italexit non entra, “Paragonexit”

Evidentemente le lotte contro il green pass e i vaccini non hanno raccolto i favori degli italiani. Gianluigi Paragone, con il suo movimento ItalExit, non raggiunge lo sbarramento fissato al 3%. Svanisce il sogno dell’ex giornalista.

Nell’alveo dei movimenti più radicali, si registra il flop di Unione popolare dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris che si ferma sotto l’1,5% a livello nazionale nei due rami del Parlamento, quindi non si avvicina alla soglia di sbarramento necessaria, così come si fermano allo 0,7% flili ex del M5s Sara Cuniale Davide Barillari, con la loro formazione Vita vicine. Essere contro i vaccini non porta voti.

Ridicolo risultato per la coppia Adinolfi-Di Matteo: misero 0,15%: restano a casa a lanciare tweet e post.