Chi è Ricardo Merlo, il “lider maximo” degli italiani del Sud America

Alle elezioni politiche il Maie di Ricardo Merlo si è confermato il più votato nell'America Latina e il suo leader dominus del voto estero

Perché potrebbe interessarti? Per capire come Ricardo Merlo e il suo Maie possano essere la nuova “gamba” di sostegno capace di ampliare, in nome della rappresentanza degli italiani all’estero, la coalizione di centrodestra vincitrice alle urne.

Con il 31,97% dei voti alla Camera (oltre 112mila) e il 33,77 al Senato (più di 134mila) il Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) di Ricardo Merlo si è confermato il più votato nell’America Latina nella circoscrizione estera alle ultime elezioni politiche.

E nonostante il passato di lato che lo ha portato a non ricandidarsi, l’uomo decisivo per la campagna elettorale della più importante formazione politica dedicata agli italiani all’estero, è stato proprio il 60enne nativo di Buenos Aires. Merlo, nella scorsa legislatura, ha servito da Sottosegretario al Ministero degli Esteri nei governi Conte I e II, sancendo un precedente storico per il Maie.

Merlo, una vita per gli italiani all’estero

Nato a Buenos Aires il 25 maggio 1962 e a lungo residente in Argentina, Merlo ha ottenuto grazio allo iure sanguinis, da “oriundo” diremmo,  usando un gergo calcistico, la cittadinanza italiana per l’origine veneta della sua famiglia. Si è formato all’Università nazionale di El Salvador e all’Università di Padova studiando Scienze Politiche e ha a lungo esercitato la professione di giornalista.

Dal 1986 al 1990 è stato Direttore del giornale “Titulares” e dal 1988 al 1994 al giornale “L’aria veneta”, entrambi con sede a Buenos Aires.

Su entrambi i media da lui guidati Merlo ha popolarizzato la causa politica della tutela degli italiani all’estero qualificandosi, inoltre, come un commentatore di politica internazionale favorevole alla convergenza tra Italia e America Latina in senso “occidentalista”. Esponente dell’associazione di expat della sua regione di origine, l’Unione Triveneti nel Mondo; dal 2003 al 2005 è stato conduttore del programma televisivo “De verdad”, una trasmissione argentina di politica internazionale di prima serata trasmesso dal popolare canale CVN.

Nell’ambito dell’associazionismo italo-argentino, è stato Presidente dell’Associazione Trevisani nel Mondo Argentina, e Rappresentante in America Latina per il Sudamerica dell’Unione Nazionale Associazione Immigrati ed Emigrati. Da questo punto di partenza è arrivato, nel 2006, lo sbarco in politica: l’uomo che ha introdotto Merlo nei salotti della politica romana fu, in tal senso, Luigi Pallaro.

Dall’Aisa al Maie

Pallaro (1926-2020), imprenditore padovano trasferito in Argentina, dal 1987 alla presidenza della Camera di Commercio italiana in Argentina, nel 2006 costituì il movimento delle Associazioni Italiane in Sud America per contendere ai partiti nazionali la rappresentanza locale.

Democristiano di lungo corso, vicino a Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti, Pallaro ha scelto di correre da indipendente per poter raccogliere consenso anche tra elettori di diversi convincimenti. Fonti vicine a Silvio Berlusconi affermarono a più riprese che comunque egli avesse dato “parola d’onore”, in caso di elezione di aderire alla coalizione guidata dal “Cavaliere”, alla guida del governo che nel 2001 con il Ministro degli Italiani all’Estero Mirko Tremaglia aveva riformato, estendendolo e semplificandolo, il diritto di voto degli italiani all’estero.

Come vedremo, ciò non accadde

Pallaro arruolò Merlo definendo le candidature in America Latina

Pallaro arruolò Merlo definendo le candidature in America Latina: il primo al Senato, il secondo alla Camera. Nel 2006 entrambi riuscirono a entrare nei palazzi romani. Merlo, sulla scia di Pallaro, iniziò a presentarsi come un classico centrista moderato, dichiarando il suo sostegno alla visione del civismo, del cattolicesimo sociale, del liberalismo degasperiano, nel più tradizionale dei posizionamenti trasversali.  Il successo della lista, particolarmente significativo in Brasile (37,66% di voti) e soprattutto in Uruguay (48,6% dei voti), fu dovuto al fatto che gli emigrati in Sudamerica non erano legati ai partiti nazionali in Italia, ma erano molto più in contatto con i movimenti associativi fra emigrati italiani: secondo i fondatori della lista, infatti, l’identità italiana in Sudamerica era basata sull’associazionismo, tanto che le differenze ideologiche passavano in secondo piano.

Pallaro sostenne, spesso in forma decisiva, il governo Prodi II asserendo che l’Aisa non poteva permettersi di restare all’opposizione.

Quando nel 2008 Merlo strutturò il Maie a partire dall’esperienza dell’Aisa avrebbe tenuto ben in mente l’esperienza e la lezione di Pallaro. Mettendola a frutto in una lunga carriera nei palazzi che dopo l’ingresso alla Camera nel 2006 lo ha visto rieletto per due volte (2008 e 2013) a Montecitorio e passare nel 2018 al Senato. Alle politiche del 2006 Merlo ha ottenuto 43.057 preferenze, in quelle del 2008, 51.565, e nel 2013, 71273 preferenze, rivelandosi sempre il deputato eletto all’estero con maggior numero di preferenze.

Lo storico sbarco alla Farnesina

Il Maie, formazione centrista e liberale, ha lavorato sempre su tre fronti: in primo luogo, unire la rappresentanza degli italiani in America Latina a Roma al ruolo decisivo di presidio e pontiere diplomatico in un continente in fermento, ad esempio mediando i tesi rapporti tra la comunità italiana in Venezuela e il governo di Hugo Chavez fino alla sua morte nel 2013; in secondo luogo, cercare ove possibile di strutturarsi come movimento di pressione nei palazzi per gestire l’agenda degli italiani all’estero in unione con le maggioranze variabili in Parlamento; infine, lavorare per un ingresso nelle istituzioni.

Il Maie ha costruito un’importante rete di contatti imprenditoriali, associazionistici e mediatici

Negli anni Merlo può rivendicare di aver realizzato tutti e tre gli obiettivi in questione: in campo di rappresentanza, il Maie ha costruito una rete di contatti imprenditoriali, associazionistici e mediatici che hanno strutturato una macchina del consenso in tutto il Sud America; sul secondo fronte, ha saputo costruire rapporti trasversali con formazioni, spesso nate da scissioni, desiderose di stabilizzarsi al centro del Parlamento (da Alleanza Liberaldemocratica di Denis Verdini a Coraggio Italia) nelle varie legislature; infine, dopo le politiche del 2018 ha fatto il colpaccio della nomina a sottosegretario al Ministero degli Esteri.

 

Merlo e il Maie avevano dato, a intermittenza, la loro fiducia al governo Renzi nelle sue fasi iniziali (febbraio-marzo 2014) e finali (dall’ottobre 2016 al dicembre 2016 in alleanza con Scelta Civica di Enrico Zanetti). Dopo il voto politico successivo il nuovo “governo gialloverde” nato dall’alleanza tra Movimento Cinque Stelle e Lega nel 2018 ha avuto nel Maie una sponda premiata da Merlo con la nomina a sottosegretario al Ministero degli Esteri nel governo Conte I. Confermato nel governo tra Cinque Stelle e Partito Democratico, Merlo ha dunque mantenuto la carica dal giugno 2018 al febbraio 2021, quando è uscito dalla Farnesina alla nascita del governo Draghi. Ha dunque servito durante la tenuta del Ministero degli Esteri da parte di Enzo Moavero Milanesi prima e Luigi Di Maio poi.

Merlo: “Noi andiamo in Italia a rappresentare gli interessi degli italiani nel mondo”

Merlo ha rivendicato, in un’intervista all’Associazione Italiana per la Stampa Estera, i risultati conseguiti alla Farnesina. “Il MAIE – ha dichiarato il senatore – è un movimento autonomo dai partiti politici italiani. Noi dialoghiamo con le forze politiche, non siamo peones”, ha sottolineato. “Noi andiamo in Italia a rappresentare gli interessi degli italiani nel mondo. E cosa abbiamo fatto? Cose che potete andare e toccare. Non bla bla. Abbiamo riaperto il consolato di Manchester, nel Regno Unito, chiuso dal Pd. Abbiamo aperto un consolato a Tenerife, Spagna. Abbiamo riaperto il consolato di Saarbrücken, in Germania, anche quello chiuso dal Pd. A Montevideo c’era un consolato i 15 metri per 150mila connazionali. Noi ne abbiamo costruito uno nuovo, una sede di 800 metri quadri, di ultima generazione, dotata di tutto il personale necessario per offrire servizi consolari in tempi rapidi. Avremmo continuato ad aprire consolati, a Florianopolis, per esempio, in Brasile, a Santa Fe, in Argentina e a Newark, Stati Uniti”. Soprattutto col governo Conte I Merlo ha chiesto l’attribuzione di più fondi per lingua e cultura italiana all’estero e la trasformazione dei Consolati come centro efficiente di servizi per gli italiani all’estero. Poi, ha dichiarato di voler garantire più supporto alle camere di commercio per gli italiani all’estero e potenziamento del sistema-Italia all’estero.

Il 2022: il Maie al massimo storico di consensi

La pandemia di Covid-19 e la caduta del governo Conte II hanno interrotto questo percorso ma portato Merlo al centro della scena per organizzare i rimpatri dei cittadini italiani all’estero.

Nel 2021 Merlo è stato protagonista di un articolato gioco di palazzo per prestare il simbolo del Maie alla costruzione del gruppo dei “responsabili” o, per dirla a là Bruno Tabacci, “costruttori”: nel corso della XVIII Legislatura erano confluiti nella componente Maie al Gruppo Misto  i deputati Silvia Benedetti, Andrea Cecconi, Salvatore Caiata, Antonio Tasso e Catello Vitiello (eletti col Movimento 5 Stelle e sospesi dal partito) e il senatore Adriano Cario (unico eletto dell’Unione Sudamericana Espatriati Italiani alla camera alta). Al Senato è nata durante la crisi del Conte-bis l’alleanza Europeisti-MAIE-Centro Democratico che ha tentato invano di sostenere il mantenimento al potere dell’avvocato pugliese.

Merlo è divenuto oramai un protagonista della politica italiana fuori dalla Penisolla e ha potuto cominciare a pensare alla successione: nonostante la riduzione del numero dei Parlamentari, da 630 deputati e 315 senatori a 400 e 200 rispettivamente, alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 il Maie ha preservato la sua rappresentanza: Mario Alejandro Borghese, deputato nel 2018, ha ereditato il seggio al Senato di Merlo e a Montecitorio è stato sostituito da Franco Tirelli. Merlo resterà dietro le quinte a consolidare i feudi elettorali che hanno portato il Maie a sfondare quota 140mila voti e a ottenere oltre un terzo dei consensi in Sud America, con punte in Argentina (44,15%) e Paraguay (39,89%). “Vogliamo tornare al governo per continuare il lavoro che avevano cominciato”, si è detto fiducioso.

Il Maie amplierà la maggioranza di governo di un possibile esecutivo di Giorgia Meloni? Di fronte a parole di questo tipo un centrodestra arrivato al 20% in Sud America e primo in Brasile e Venezuela può trovare proprio nel 60enne “lider maximo” della politica italiana nel Cono Sud un interlocutore chiave