Fdi: “Case chiuse all’interno delle carceri? Un provvedimento scellerato”.

Guardi, chiamiamole casette dell’amore”, esordisce così il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove

Guardi, chiamiamole casette dell’amore”, esordisce così, parlando con True-News.it, il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove, a proposito della notizia di uno stanziamento di 28 milioni di euro da parte del ministero della Giustizia per le cosiddette “casette del sesso”.

Proposta per garantire “diritto al sesso”

Una proposta del governo che prevede la realizzazione di cento modelli prefabbricati e la ristrutturazione di altri novanta già esistenti all’interno delle principali carceri italiane, in modo da avere delle strutture apposite per consentire ai detenuti in regime di carcere duro di incontrare le proprie mogli, compagne o fidanzate e trascorrere ventiquattro ore consecutive in intimità.

L’idea nasce con lo scopo di assicurare il “diritto al sesso” anche a chi sta scontando pene in un regime carcerario che non prevede permessi premio.

Delmastro: “Non si risolve con le case chiuse il sovraffollamento nelle carceri”

Delmastro, responsabile Giustizia di Fratelli d’Italia, non bada a giri di parole per argomentare la sua critica alla proposta, che ha già ottenuto il parere favorevole della Commissione Bilancio del Senato, che ha approvato l’impegno di spesa per 28 milioni di euro.

Io dico che, ad esempio, il problema del sovraffollamento carcerario non si risolve riaprendo le case chiuse all’interno delle carceri”, attacca il deputato del partito guidato da Giorgia Meloni. Per il quale “si tratta di un provvedimento scellerato e inaccettabile”.

Racconta Delmastro a True-News.it: “Quando arrivavano i primi investimenti nel campo della giustizia non ci sembrava vero, solo che poi abbiamo scoperto che i soldi non erano per la videosorveglianza, non erano provvedimenti per risolvere il problema del sovraffollamento o per aiutare gli uomini e le donne della polizia penitenziaria che lavorano in condizioni difficilissime, ma invece si trattava delle surreali casette dell’amore, che possono compromettere la lotta alla mafia”.

Perché? “Beh o considerano tutti questi detenuti da fargli gli applausi per le loro performances oppure non riesco a capire come non si sia pensato che in quelle 24 ore di permanenza consecutiva, tra un atto d’amore e l’altro, possano trovare il tempo di consegnare dei messaggi o dei pizzini destinati all’esterno”.

Delmastro: “Ci opporremo a questa proposta”

Si preannuncia, dunque, una battaglia parlamentare contro il provvedimento pensato dalla ministra della giustizia Marta Cartabia.

“Noi ovviamente ci opporremo a questa proposta – spiega Delmastro – e faremo appello a tutto il centrodestra, anche a quello di governo, per far sì che venga bloccato questo provvedimento, che è ancora più surreale alla luce del fatto che l’abbiamo scoperto a due giorni dal trentennale dell’uccisione del giudice Giovanni Falcone, uno degli inventori del carcere duro per i reati mafiosi, oltre al centrodestra penso anche che il M5s non possa sostenere la proposta del governo”.

Il deputato di FDI: “All’estero non esistono cose del genere”

Continua l’affondo del deputato di Fratelli d’Italia: “Mi fa rabbia pensare che nell’anno del trentennale della morte di Falcone e Borsellino abbiamo dovuto rinunciare all’ergastolo ostativo e ora abbiamo dovuto scoprire questa idea surreale che annacqua il carcere duro per i mafiosi, permettendogli di fatto di comunicare con l’esterno”. Delmastro risponde alle obiezioni di chi dice che possibilità simili esistono anche all’estero: “All’estero non esistono cose del genere per i detenuti sottoposti al regime di carcere duro, ma soprattutto all’estero, penso alla Francia o alla Germania, non esiste un problema di sovraffollamento carcerario così grave come in Italia, un problema per cui siamo costantemente sotto procedura d’infrazione da parte dell’Europa e che sicuramente non si risolve con provvedimenti surreali come le casette dell’amore”.