“Serve far convergere i bisogni dei medici con l’informatica”. Parola di Giorgio Moretti, Presidente di Dedalus

Ne ha parlato ai microfoni di True-News.it Giorgio Moretti, Presidente Dedalus a margine della 16esima edizione di Salute Direzione Nord

“Il compito della nostra azienda, così come quello di tutto il settore, è quello di convergere verso la fusione dei bisogni del medico e dei professionisti sanitari con l’informatica. In Italia per 15 anni c’è stata una radicale distinzione tra questi ambiti che ha portato il nostro Paese ad essere fanalino di coda nei ranking europei per gli investimenti IT in ambito sanitario. Oggi dobbiamo recuperare quel gap, guardando alle best practise provenienti dall’estero”.

Ne ha parlato ai microfoni di True-News.it Giorgio Moretti, Presidente Dedalus a margine della 16esima edizione di Salute Direzione Nord, svoltasi lunedì 27 giugno al Palazzo delle Stelline a Milano.

Moretti: “Non possiamo prescindere da potenti sistemi infotelematici”

Dedalus è il più grande software provider in Europa nell’ambito dei sistemi sanitari ed è una delle prime aziende al mondo che sviluppa e distribuisce sistemi informativi per far funzionare i sistemi clinici e diagnostici.

L’Italia, all’inizio degli anni Duemila aveva preso una direzione estremamente efficace e molto innovativa –  ha proseguito Moretti. Poi però abbiamo perso quel vantaggio competitivo e abbiamo vissuto gli ultimi 15 anni di oblio, sottofinanziando la tecnologia in ambito sanitario. Oggi però siamo arrivati alla consapevolezza che per far funzionare il SSN e per migliorare le attività cliniche, non possiamo prescindere da potenti sistemi infotelematici”.

Altro aspetto cruciale è quello relativo ai dati.

“Tutto il mondo – ha aggiunto il Presidente di Dedalus – sta convergendo verso la capacità di trattare dati clinici, e non dati sanitari, per mettere in condizione i medici, gli infermieri e tutti i professionisti del settore di poter essere ben supportati da queste tecnologie per migliorare la presa in carico e la cura dei pazienti”.