Live

“Piano Sardegna” per il diabete: 12 milioni per i dispositivi da remoto. Nieddu: “Il paziente al centro”

La Regione è l'area più colpita d'Italia e la seconda al mondo. Il piano prevede l'acquisto di 350mila sensori FGM e 13mila lettori. L'assessore Nieddu: “Il paziente con diabete torna al centro della politica”

Un “risultato importante” che a regime prevede “la distribuzione dei dispositivi per il monitoraggio flash della glicemia” per tutti i pazienti “assistiti nell’Isola le cui condizioni rendano questo strumento indicato e prescrivibile”. È soddisfatto Mario Nieddu. L’assessore alla Sanità della Regione Sardegna commenta con queste parole a True-News lo stanziamento massimo da 11,5 milioni di euro in tre anni. Per acquistare complessivamente 349.596 sensori FGM (Flash Glucose Monitoring) per il monitoraggio della glicemia da remoto, 13mila lettori del dato, 8 milioni e 67 mile “strisce” e altrettante lancette. A questi si aggiungono ulteriori 15 milioni di euro, economie ricavate dalla minore necessità di strisce e lancette, reinvestite su lettori e sensori per la copertura dell’intero fabbisogno. Riparte da questi numeri il “piano Sardegna” contro il diabete.

Pensato nel 2018. Diventato attuativo nel 2021, prima con la Legge di bilancio regionale e poi con la delibera attutiva della primavera. In mezzo la pandemia che ha ritardato, non solo nell’isola, diagnosi, monitoraggio, terapie e continuità terapeutica come raccontato da True-News in un dossier di articoli dedicati alla diabetologia in Italia. E alle sue frontiere, fra le quali, il monitoraggio da remoto e le cure domiciliari sono due delle realtà più concrete, efficaci e soprattutto attuabili.

Perché in Sardegna? Perché la Regione detiene da sempre il triste primato italiano d’incidenza di diabete, con oltre 12mila adulti, più di 1.500 under 18 e circa 120 nuovi casi all’anno di diabete tipo 1 diagnosticati nella fascia di età 0-14 anni. A livello mondiale la Sardegna si colloca seconda solo alla Finlandia nella fascia adolescenziale, giocandosi il non troppo entusiasmante primo gradino del podio.

Così nella Finanziaria tecnica, approvata lo scorso 17 febbraio, la giunta guidata da Christian Solinas e su input dell’assessore alla Sanità Mario Nieddu hanno dato il là al primo stanziamento per la prescrizione e fornitura del dispositivo per l’automonitoraggio della glicemia tramite sistema Flash Glucose Monitoring (FGM). Il numero di soggetti che potrà essere coinvolto è stimabile in circa 24 mila persone con diabete in terapia insulinica multiniettiva, cioè coloro che sono esposti ai maggiori rischi di ipoglicemie gravi e comorbilità correlate.

Il 16 aprile 2021, la Giunta della Regione Sardegna ha infatti approvato in via preliminare e successivamente in via definitiva le disposizioni attuative di quanto previsto nella stessa legge finanziaria circa il finanziamento per l’acquisto di dispositivi per la misurazione della glicemia con il sistema Flash Glucose Monitoring, nonchè l’integrazione ed estensione dei criteri di arruolamento ed eleggibilità delle persone con diabete alle stesse tecnologie. La Regione ha autorizzato lo stanziamento, nel triennio 2021-2023, di 4milioni di euro all’anno (quasi 12 nel triennio) incrementali a favore di ATS per l’acquisizione delle tecnologie finalizzate alla misurazione della glicemia a favore dei diabetici: 116.532 sensori ogni anno e 4.482 lettori per la transizione dagli strumenti di monitoraggio tradizionali (strisce e lancette che saranno 2,6 milioni ogni 365 giorni) a quelli avanzati. Il motivo? Ci sono benefici clinici assodati ma anche di tipo assistenziale e di sostenibilità del sistema sanitario regionale.

La prima procedura d’acquisto istituita dalla Centrale regionale di committenza si è chiusa nelle scorse settimane e i sistemi di misurazione della glicemia ‘flash’ saranno a breve disponibili per la distribuzione ai primi circa 4.200 diabetici sardi, con priorità assoluta a tutti i pediatrici, e successivamente agli adulti riconosciuti come idonei al loro utilizzo, che si aggiungono agli attuali 3.200 utilizzatori delle stesse tecnologie relativi alla prima sperimentazione avviata nel 2018 . Un tassello che si inserisce dentro una politica di salute pubblica non solo limitata al territorio sardo. Ancora i dati più recenti ci dicono che diabete è una delle più grandi epidemie del terzo millennio. In Italia oltre 3.5 milioni di pazienti hanno diagnosi di diabete, ovvero il 5,8% dell’intera popolazione, con un aumento di oltre il 60% dei casi dal 2000 a oggi. Il costo medio annuo per paziente diabetico si attesta intorno ai 2.833 euro, composto per il 41% dai ricoveri ospedalieri. La pandemia ha messo in luce tutte le criticità nella gestione del paziente cronico (diabete ma ovviamente non solo) aprendo dunque a un’evoluzione del/dei Ssr che è quasi una scelta obbligata.

Oltre allo stanziamento di 12 milioni di euro sul triennio, la Regione ha programmato stanziamenti di ulteriori 16 milioni l’anno, derivanti dalle risorse che diversamente sarebbero state impiegate per l’acquisto dei sistemi tradizionali, in modo da riuscire a soddisfare le necessità di tantissimi pazienti che finalmente potranno contare su uno strumento moderno per il controllo della glicemia.

Ma non solo” dichiara l’assessore a True-News a margine dell’evento “Il Futuro, Presente. La nuova gestione del paziente diabetico in Sardegna” svoltosi l’8 novembre 2021. “Stiamo lavorando costantemente con la Consulta diabetologica per scrivere il futuro delle cure per una patologia che sul nostro territorio registra numeri record” afferma Nieddu dopo l’incontro dedicato agli stakeholder di riferimento nella diabetologia al fine di fotografare lo stato dell’arte del provvedimento approvato e aprire uno sguardo verso il futuro nella gestione della cronicità. A cominciare della “capillarità” sia sul territorio quanto sulla capacità di mettere a terra – come si dice in gergo – le scelte legislative e politiche con un progetto di lungo periodo. Come? “Si riparte con gli investimenti in sanità dopo anni di tagli e il paziente con il diabete torna al centro della politica sanitaria regionale – chiude l’assessore della giunta Solinas – con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti le nuove tecnologie che possono migliorare la qualità della vita delle persone”.