Pandemia e salute mentale, Alessandro Stecco: “In Piemonte un’indagine sui disagi psicologici”

A fronte di questi numeri per indagare i disagi del post Covid è stata presentata una mozione a prima firma del medico Alessandro Stecco.

La pandemia ha avuto un impatto devastante sulla salute mentale. Tra i più colpiti, gli appartenenti alle giovani generazioni: chiusi in casa, senza contatti con gli amici e la scuola, costretti a una socialità virtuale. Pertanto l’attenzione delle istituzioni verso i disturbi mentali si fa sempre più crescente.

I dati: aumento di uso di antidepressivi, crollo della concentrazione nello studio

In Piemonte i dati parlano di un 10% di intervistati che è ricorso ad antidepressivi, di un 21% che ha riportato sintomi ansiosi e del 70 % degli studenti che ha dichiarato un sensibile calo nella concentrazione nello studio.


A fronte di questi numeri per indagare i disagi del post Covid è stata presentata una mozione a prima firma del medico Alessandro Stecco.

Stecco: “Focus sui disagi e sull’aumentato rischio suicidario”

“Con questa mozione – commenta Stecco, medico e professore universitario – prendiamo in carico, nella Commissione consiliare che si occupa della salute dei piemontesi, il compito di effettuare una indagine sulle conseguenze psicologiche e psichiche della pandemia, focalizzandoci sui disagi e sull’aumentato rischio suicidario, particolarmente significativo nei minori, nei soggetti fragili e nelle persone che hanno dovuto affrontare il Covid a livello professionale”.

Stecco: “In Piemonte vogliamo andare oltre il dato scientifico”

“La pandemia – ha proseguito il vercellese Alessandro Stecco – ha palesato le vulnerabilità e le fragilità dei nostri sistemi sociali e ha portato con sé effetti psicologici anche gravi sui singoli, talvolta con sintomatologia depressiva o post-traumatica. È la scienza a confermare che le reazioni psicologiche a eventi di tale potenza includono comportamenti disadattivi, stress emotivo e risposte difensive come ansia, paura, frustrazione, solitudine, rabbia, noia, depressione, somatizzazioni di vario tipo, con casi limite che arrivano al suicidio.

In Piemonte vogliamo andare oltre il dato scientifico e utilizzarlo per supportare la programmazione di risposte, sistematiche e strutturate, a un disagio che ha bisogno di un argine non solo medico ma multidisciplinare”.