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Dalla malattia al giornalismo, il sogno dei B.Livers è realtà

L'Ordine della Lombardia riconosce l'attività dei giovani pazienti che da 5 anni animano Il Bullone

di Francesco Floris

A maggio del 2015 42 ragazzi entrano nella sede del Corriere della Sera, in via Solferino, a Milano. Sono tutti adolescenti affetti da gravi patologie croniche. Alcuni da anni combattono contro il tumore. Molti vivono in un limbo: troppo “adulti” per l’oncologia pediatrica e troppo “giovani” per essere costretti a guardare cartelle cliniche da mattina a sera.

Negli uffici del principale quotidiano d’Italia vengono accolti da giornalisti che in mano tengono uno strano pezzo di carta da giornale. È vuoto, da riempire con articoli e foto. Grafica e font ricordano quelli del Corriere ma il nome che svetta sull’intestazione è un altro. Si chiama Il Bullone, esce con dieci numeri già nel primo anno di attività. Partendo da una linea editoriale originale: racconta storie positive.

“Chi ha visto la morte in faccia e l’ha conosciuta, ha più pudore nel trattare certe notizie” raccontavano già all’epoca gli organizzatori di B.Live. Così si chiama il progetto nato dalla Fondazione Near Onlus. Il simbolo? Quello di un bullone che svetta al posto del punto. È un “bullone” che separa e unisce allo stesso tempo tre parole: “to be”, “to believe” e “to live”. Essere, credere e vivere. L’ambizione? Quella di restituire a questi ragazzi la “normalità”: ventenni, anche meno, che da troppi anni venivano trattati come una “protesi” della loro malattia, spesso proprio dai medici curanti.

Sei anni dopo quell’ingresso al Corriere, uno dei loro sogni è diventato realtà: l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha consegnato all’intera redazione de Il Bullone 42 tesserini ad honorem da Giornalisti Pubblicisti, con una cerimonia ufficiale. Un riconoscimento importante per i giovani pazienti affetti da patologie croniche che negli anni si sono impegnati portando avanti numerosi progetti legati al mondo della cultura e della comunicazione: a cominciare dalla mostra “Cicatrici”, realizzata in collaborazione con Janssen e Inrete, presentata anche alla Triennale di Milano prima di viaggiare itinerante in giro per l’Italia e l’Europa e messa a disposizione con modalità virtuali di fruizione durante la pandemia.