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Fabio Bergamini (Sanofi Italia): “Nostro vaccino al vaglio dell’Ema. Pnrr? Sfida alle Regioni”. VIDEO

Il manager della multinazionale farmaceutica a "I Discorsi del Coraggio": "Serve un tavolo per la telemedicina, il Pnrr è sfida alle Regioni"

Lo chiama il “Sistema 21” Fabio Bergamini, Regional Public Affair Head di Sanofi Italia. Diciannove regioni più due sistemi autonomi con il quale il responsabile delle relazioni con i sistemi sanitari regionali della multinazionale farmaceutica francese si confronta ogni giorno. “Credo che al di là dell’apparato centrale, la sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza sia una sfida anche e soprattutto alle Regioni per l’attuazione del Piano” dice Bergamini rivolgendosi al Ministro per le Autonomie Mariastella Gelmini il 13 settembre, intervenendo a “I discorsi del coraggio – Amare Milano” presso il chiostro della Magnolia, appena intitolato all’ex sindaco Carlo Tognoli, alla Fondazione Stelline del capoluogo lombardo. Per Bergamini “l’obiettivo è avere una sanità regionale di eccellenza” e “la Lombardia è stata la prima regione d’Italia, con la rivisitazione della legge 23 sulla sanità” ad agganciarsi al Recovery Plan.

Bergamini (Sanofi Italia): “Un tavolo sulla telemedicina”

Cosa serve adesso in campo sanitario? “Sanofi crede molto nella telemedicina, tele refertazione, e tutto ciò che è ‘tele’, per questo vale la pena trovare un tavolo di concertazione più ampio, affinché ci possa essere un piano condiviso nelle singole regioni ma un filo conduttore che unisca lo Stato con i territorio e una sanità sufficientemente adeguata per tutto il mondo che riguarda il Sistema 21”.

“Milano e la Lombardia, qui noi in famiglia”

Il dirigente della multinazionale coglie l’occasione della maratona-ricordo di Carlo Tognoli per sottolineare il legame fra Sanofi e il territorio di Milano e della Lombardia. “Qui – dice Bergamini – il nostro gruppo pur avendo una diffusione globale ha trovato la sua fisiologica famiglia”. “Perché il nostro quartier generale è a Milano da sempre, in Lombardia abbiamo uno dei quattro stabilimenti che produce farmaci per tutto il mondo e perché con le istituzioni abbiamo sempre costruito dei percorsi di partnership” anche “durante questo periodo complesso della pandemia”. Sciorina le azioni intraprese dalle multinazionale per il bene collettivo nel biennio 2020-21: dalle “donazioni di farmaci e di idrossoclorochina che all’epoca era merce rara” fino all’aver “convinto la casa madre a distribuire quantitativi più importanti in Italia” continuando a “sostenere sperimentazioni su altri farmaci salvavita che ancora oggi sono di nostra produzione e che vengono utilizzati nelle terapie di rianimazione, per esempio all’Ospedale Sacco di Milano”.

“Vaccino Covid al valgio dell’Ema”

Ora per Sanofi in Italia si apre una stagione dal triplo binario. Da una parte “l’impegno con Regione Lombardia per continuare a garantire la campagna vaccinale antinfluenzale, come l’anno scorso”. Un impegno ora “rafforzato” perché nel frattempo “stiamo ragionando e studiando anche un vaccino per il Covid-19 già al vaglio dell’Ema”. E infine il tradizionale sviluppo “multisettoriale”: “Ci occupiamo del paziente cronico, ci occupiamo di malattie rare, di malattie emergenti, di oncologia e vaccini con la nostra divisione Sanofi-Pasteur”.

“Smart working? Lo facciamo dal 2014”

Ma oltre all’impegno clinico, il Covid è stata una grande sfida di governance e organizzazione del lavoro. “Abbiamo pensato ai nostri dipendenti e alle loro famiglie – dice Bergamini davanti alla platea de “I discorsi del coraggio” – perché nonostante quello che certi settori dicano sulle multinazionali farmaceutiche noi continuiamo a credere nel valore della persona e quindi siamo tranquilli” afferma il manager. “Le iniziative di Sanofi per i dipendenti e le loro famiglie hanno abbracciato circa mille persone solo sul territorio lombardo” e sono andate “dal sostegno psicologico ai i campus telematici per i bambini fino al fornire delle strutture per la formazione a distanza a favore della famiglie più bisognose, attraverso computer e sistemi di ausilio”. Lo smart working? “Lo applichiamo dal 2014 quindi non era una novità ma lo abbiamo ampliato a cinque giorni su cinque nella settimana implementando rapidamente quello che era già un percorso fisiologicamente in atto nel nostro sviluppo aziendale”.