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Lombardia e Calabria, tempo di commissari

Forse non sarà un supercommissario, ma di sicuro nella squadra della direzione generale welfare di Regione Lombardia dovrebbe esserci un ingresso pesante. Una consulenza, si dice. Ma con uno di quei nomi che non potrà passare inosservato. La voce gira, e ha delle basi assai solide, anche se è pur vero che Giulio Gallera rimarrà in sella. In sella ma con una figura ingombrante, se verrà resa pubblica. Secondo quanto si apprende da fonti molto qualificate, è un tecnico, già si è visto qualche volta a Palazzo negli ultimi tempi, non ha attualmente ruoli nella sanità ma della sanità lombarda sa tutto, e anche di più. Altra cosa certa: Gallera è sicuro che il caos vaccini anti influenzali andrà a sgonfiarsi nei prossimi giorni. Per questo tiene duro e c’è chi dice che ha resistito a tante buriane, potrebbe resistere anche a questa.

Cambiata latitudine, stessi (o peggiori) problemi. C’è da dirimere sulla Calabria la partita di Giuseppe Zuccatelli, il neo-commissario ribattezzato immediatamente “no-mask” malgrado le scuse per le dichiarazioni sulle mascherine. Il presidente del Consiglio Conte e un drappello del Movimento 5 Stelle vorrebbe a tutti i costi Gino Strada, ma c’è nel Pd chi spinge in modo più soft per un nome meno appariscente ma più solido: si tratta di Federico Maurizio D’Andrea, che è calabrese di nascita ma milanese di adozione. Due lauree, è stato uno degli ufficiali della Guardia di Finanza più stimati da Francesco Saverio Borrelli ed è uno degli uomini più vicini a Gherardo Colombo, ancora oggi. Chi lo conosce bene sa che D’Andrea è un tipo anomalo, per essere un ex ufficiale della Guardia di Finanza: rigidamente garantista e antigiustizialista è stimato da destra e sinistra.