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L’industria farmaceutica si ritrova in Fiera Milano a novembre per il Cphi Worldwide. In attesa del salone del pharma

L’evento mondiale accoglierà nei padiglioni del centro espositivo di Rho dal 9 all’11 novembre i player dell’intera filiera

Dopo 14 anni, il più grande appuntamento mondiale dedicato all’industria farmaceutica e chimico farmaceutica, CPhI Worldwide, fa ritorno a Fiera Milano (Rho) dal 9 all’11 novembre. E potrebbe restarvi anche per le prossime edizioni, stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano, Luca Palermo in occasione della conferenza stampa di presentazione della manifestazione a cui ha preso parte anche il sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa che ha confermato la volontà di intraprendere un percorso condiviso con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento mondiale del comparto creando eventi strutturali.

D’altro canto il settore in Italia vale oltre 34 miliardi di euro grazie anche a un export crescente che ha segnato un +74% tra il 2015 e il 2020, rispetto al 48% della media Ue. In particolare la Lombardia è la prima regione farmaceutica per presenza industriale non solo nel nostro Paese, ma a livello europeo con oltre 100 aziende, 24 mila addetti diretti e oltre 28 mila nell’indotto e vanta un valore di export manifatturiero pari a 8,2 miliardi, il 24% dell’intero comparto e detiene il primato anche per investimenti in ricerca e sviluppo per un totale di oltre 400 milioni di euro.

Palermo: “Al lavoro per creare il Salone del Pharma made in Italy”

“Per tutte queste ragioni  – ha dichiarato il numero uno di Fiera Milano – abbiamo tutte le carte in regola per poterci aggiudicare la permanenza del CPhI per altre due edizioni, fino al 2025. Non solo. Stiamo già lavorando per la creazione di un format fieristico tutto italiano, una sorta di Salone del Pharma e delle scienze della vita e siamo in contatto con le istituzioni per realizzarlo”. Nel frattempo ci si appresta ad accogliere l’evento espositivo più completo per la filiera del pharma a livello globale con l’indotto che questo comporta sul fronte ospitalità per il capoluogo lombardo.

“Con CPhI Worldwide – ha proseguito Luca Palermo – abbiamo l’occasione di consolidare il nostro posizionamento in Europa come hub principale per le grandi manifestazioni internazionali. I nostri spazi espositivi si confermano ancora una volta le sedi adatte ad ospitare eventi di tale portata oltre che a generare ricchezza per Milano e la Lombardia. Gli eventi che si svolgono nei nostri padiglioni, infatti, generano ricadute economiche sul territorio per circa 8,3 miliardi di euro ogni anno mentre la spesa di ogni visitatore internazionale che arriva a Milano è pari a 346 euro per ogni giorno di permanenza. Numeri importanti che dimostrano quanto il business fieristico e congressuale sia un asset fondamentale per la ripartenza dell’economia del Paese”.

Il primato della Lombardia in ambito farmaceutico

“La Lombardia e Milano sono un hub riconosciuto per le Scienze della Vita – ha sottolineato Sergio Dompé, Vicepresidente di Assolombarda con delega alle Life Sciences e Chair della Task Force Health & Life Sciences del B20 -. Basti pensare che in quest’area si concentrano il 35,4% delle imprese farmaceutiche a livello italiano e più del 50% della sperimentazione clinica nazionale, con investimenti che triplicano il loro impatto grazie ai costi evitati per il Sistema Sanitario Nazionale. Ora occorre continuare a lavorare per stimolare la crescita della filiera e del settore farmaceutico lombardo e la strada da seguire è quella di una maggiore cooperazione tra pubblico e privato. Lo stesso Mario Draghi, in qualità di Chair del G20, ha pochi giorni fa sottolineato l’importanza della cooperazione tra Governi e imprese per garantire la salute dei cittadini. In questa direzione, CPhI rappresenta una straordinaria occasione per attrarre nuovi investimenti, nuove realtà produttive ad alto contenuto innovativo e valorizzare centri di eccellenza come MIND”.

“È davvero significativo che, dopo la lunga pausa per la pandemia, Milano accolga in Fiera tutti i professionisti del settore per un evento internazionale che copre l’intera supply chain dell’industria farmaceutica e che rappresenta il punto di riferimento più completo per il pharma globale” dice Diana Bracco, componente del comitato esecutivo di Fondazione Fiera Milano. “Per tutte le aziende del comparto, partecipare a questa manifestazione è anche un modo per avere una visione internazionale aggiornata dello scenario chimico-farmaceutico, anche in ottica di economia circolare, da cui derivare considerazioni strategiche ed eventualmente nuove opportunità di crescita, networking e new business”.

“La Lombardia si conferma un’eccellenza dell’industria farmaceutica a livello europeo, distinguendosi per la propria capacità competitività e apertura internazionale” dice Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare Regione Lombardia. “Milano, in particolare, si conferma il cuore pulsante di questo settore. Un modello vincente composto da un network virtuoso, fatto di aziende, università e centri di ricerca, imprese di impiantistica e servizi avanzati, che va ancora più valorizzato e potenziato. Innovazione, ricerca e sostenibilità sono le caratteristiche di un comparto che rappresenta una forte leva di sviluppo per il nostro territorio e un asset strategico per l’intero Paese”.

CPhI, un’opportunità per sviluppare il business dei prossimi 12 mesi

“Le aziende farmaceutiche e biotecnologiche hanno ripreso a pianificare le loro attività sul lungo periodo e sono alla ricerca costante di partner secondari, terziari e persino quaternari – ha aggiunto Orhan Caglayan, brand director di CPhI Worldwide -. Per la community CDMO (aziende che sviluppano e producono farmaci ‘per conto’ delle grandi multinazionali), la fornitura di vaccini, unita a una ripresa degli investimenti nella pipeline di sviluppo, indica che i prossimi 12 mesi saranno probabilmente i più redditizi in termini di incontro di nuovi clienti anche per i piccoli player. Questo è quindi un momento favorevole per CPhI Worldwide che sarà in grado di garantire un volume di affari considerevole per i prossimi anni. La chiave per supportare la crescita del settore è ovviamente incontrare i partner strategici, per questo riteniamo che la manifestazione possa avere un ruolo cruciale”.

“L’Italia è il primo Paese europeo sia per fatturato, con oltre 4,8 miliardi, sia per numero di imprese produttrici di principi attivi farmaceutici, con oltre 72 Aziende per 109 siti produttivi e una quota export pari all’85%” afferma Paolo Russolo, Presidente di ASCHIMFARMA, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta i produttori di principi attivi e intermedi farmaceutici. “Qualità e sicurezza nella produzione, attività di ricerca e innovazione superiore alla media manifatturiera, rispetto dell’ambiente sono sempre stati i criteri distintivi dei produttori italiani. Il CPhI Worldwide – prosegue Paolo Russolo – è la fiera più importante per il settore. La presenza come espositori delle imprese italiane è sempre stata molto rilevante. Negli ultimi anni Aschimfarma ha lavorato con determinazione per ottenere che la manifestazione si svolgesse a Milano e che soprattutto questa non fosse una decisione sporadica, ma che Milano rientrasse nella lista delle città europee dove svolgere con cadenza regolare il CPhI. Purtroppo, l’emergenza Covid-19 non ha consentito ad Aschimfarma di dare all’evento l’importanza che le imprese avrebbero voluto, organizzando eventi a supporto. Che Milano e la Lombardia siano particolarmente importanti per il settore – conclude il Presidente – lo dimostra il fatto che il 55% degli impianti del settore sono situati nell’area lombarda.”

“CPhI è una grande opportunità per l’Italia e la Lombardia, prima regione farmaceutica per presenza industriale, con oltre 100 aziende, 24.000 addetti diretti e oltre 28 mila nell’indotto”, commenta Giorgio Bruno, Presidente del Gruppo CDMO-Specialisti della manifattura farmaceutica di Farmindustria. “Con 34,3 miliardi di produzione totale – sia per principi attivi sia per prodotti finiti – nel 2020 il nostro Paese si conferma tra i grandi poli farmaceutici in Ue, insieme a Francia e Germania, grazie a un export crescente (+74% tra il 2015 e il 2020) che ne testimonia la qualità. Ed è addirittura al primo posto in Europa per produzione conto terzi (CDMO), con 2,3 miliardi. Un comparto, il CDMO, innovativo e flessibile, che conta a livello nazionale 11.500 addetti, che investe sempre di più – il 17% del fatturato nel 2020, il doppio rispetto al 2015 – anche nel digitale e nel green e che ha nella filiera uno dei fattori strategici di sviluppo.”

Costa: “Prioritario aumentare gli investimenti nel settore farmaceutico”

“L’emergenza sanitaria ha evidenziato quanto sia strategico il settore farmaceutico, un settore che ha un ruolo di primo piano a livello nazionale e internazionale. È quindi prioritario aumentare gli investimenti nel comparto, soprattutto nell’ambito della ricerca, costituendo e valorizzando una rafforzata alleanza strategica tra le imprese private e le istituzioni pubbliche – afferma Andrea Costa, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute. “Investire in ricerca significa migliorare la salute e l’aspettativa di vita dei cittadini, attrarre nuove risorse e talenti per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Le conoscenze che accumuliamo oggi saranno alla base dei nuovi farmaci approvati fra 10-20 anni. La creazione di una massa critica di competenze sarà alla base di un ecosistema integrato e sinergico che, valorizzando tutti gli attori coinvolti – pubblico, privato, terzo settore, volontariato e settore farmaceutico – sarà in grado di rafforzare il nostro Sistema Sanitario e renderlo così sempre più universalistico”.