La sfida dell’intelligenza artificiale e la spesa ICT della sanità italiana

Le potenziali applicazioni IA nel campo della sanità sono infinite, ma la crescita del settore poggia sui numeri del comparto ICT

È uno degli 11 settori che il governo ha inserito nel “Programma Strategico Intelligenza Artificiale 2022-2024”: le potenzialità delle applicazione IA nel campo della sanità sono infinite e vanno dallo stimolo all’innovazione di prodotti e processi fino allo scambio e aggregazione di informazioni attualmente disperse in una moltitudine di database pubblici e ampiamente sottoutilizzati. Lo scopo è far sì che le applicazioni di intelligenza artificiale aiuteranno a soddisfare le nuove esigenze derivanti dall’invecchiamento della popolazione italiana in particolare con riferimento alle popolazione a rischio di malattie gravi come le malattie degenerative, oncologiche e virali.

Ciò che oggi esiste sono dispositivi e servizi medici in aree di screening e diagnostica come l’omica e l’imaging medico, nuovi farmaci e vaccini, monitoraggio e trattamento delle persone, supporto alla cura del paziente (diagnosi e prognosi). Ma la vera “ricchezza” è forse quella dei modelli predittivi delle esigenze sanitarie.

Due regolamenti che, se coordinati, possono fare da volano al settore IA

Da un punto di vista normativo siamo bloccati alla nuova proposta di Regolamento sull’intelligenza artificiale della Commissione Europea del 21 aprile 2021 (COM (2021) 206).

In ambito sanitario la stessa prevede che sarà garantita una stretta collaborazione tra il sistema governativo italiano e gli organismi tecnico-scientifici a livello europeo chiamati a fornire indicazioni dettagliate per l’attuazione delle norme, sia del futuro Regolamento sull’IA che del Regolamento Dispositivi Medici. Sono i Regolamenti UE 745 e 746/2017 (il primo è divenuto pienamente applicabile il 26 maggio 2021) ma ancora non è stato del tutto centrato l’obiettivo di far sì che le due normative siano coerenti e non confliggenti in alcuni passaggi, ben coordinate tra loro per fare da volano allo sviluppo del settore IA.

L’IA è la frontiera, ma il pubblico investe anche nell’ICT

Da un punto di vista economico invece bisogna fare un passo indietro. Il settore cresce ma se IA è la frontiera, l’antenato è la spesa in ICT (Information and Communication Technology) delle amministrazioni sanitarie in Italia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia per l’Italia Digitale, il braccio del governo che per esempio da un biennio a questa parte punta molto sul sistema degli “appalti innovativi” per la Pubblica amministrazione e volti cioè non a fornire beni e servizi già esistenti ma a stimolare nuovi prodotti e applicazioni ancora non esistenti, la spesa ICT 2019 relativa al campione di strutture sanitarie territoriali indagate è pari a 593 milioni di euro, con una dinamica in crescita rispetto all’anno precedente del 6,8%.

I costi della manutenzione hardware e software

Se la si analizza nel dettaglio per tipologia di acquisto emerge che circa il 50% della spesa complessiva, il 46% per la precisione analizzando il 2018, sia destinata alla manutenzione hardware e software e all’assistenza e presidio delle applicazioni. Questo significa che la metà della spesa è destinata a mantenere e garantire il funzionamento dei sistemi esistenti. Il 38% della spesa è dedicata ai servizi ICT, mentre residuale appare la componente dedicata rispettivamente all’acquisto di licenze software (4%), di hardware (7%) e di servizi di sviluppo software.

La crescita della progettualità nell’area infrastrutturale

Il triennio 2018-2020 ha evidenziato in primo luogo una maggiore intensità progettuale e una crescita in alcune aree specifiche che anche a prescindere dagli esiti concreti raccontano di quali esigenze e necessità sono percepite come cruciali dal sistema, inclusa quella delle stazioni appaltanti regionali e della centrale acquista nazionale Consip: l’area infrastrutturale risulta essere l’ambito che si caratterizza per il maggiore livello di progettualità in corso, con il 79% delle Aziende del campione (Asl, Ats, Asst, Irccs etc.) che dichiara di avere in corso attività e il 66% che aveva pianificato per il 2020 attività progettuali in questo ambito.

Crescono i progetti anche nell’area dell’accoglienza e della gestione dei pazienti

Secondo ambito in cui si rileva un significativo numero di progetti in corso nel 2019 concerne l’area dell’accoglienza e della gestione dei pazienti (63% dei rispondenti): molte realtà ospedaliere e ambulatoriali, anche nella logica della presa in carico del paziente (dalla gestione all’erogazione puntuale della prestazione), stanno rivedendo i processi di accoglienza in modalità lean. Progetti di CRM, o meglio di PRM (Patient Relationship Management), totemistica per self check-in, pagamento delle prestazioni, prenotazioni e ritiro referti, assistenza virtuale e tracciabilità all’interno degli edifici, sistemi di gestione delle attese, memo via app di visite da prenotare o prenotate, sono solo alcune delle iniziative che le Aziende stanno implementando.

Significative progettualità anche in ambito Gestione Documentale

Nel 2019 si rileva anche una significativa progettualità in ambito Gestione Documentale (63% degli enti rispondenti) e implementazione di soluzioni specifiche clinico-ospedaliere (62% del campione), in riferimento ad attività di informatizzazione o di refresh dei processi core delle strutture sanitarie. Questa tipologia di progetti coinvolgerà il 66% delle realtà anche nel 2020.

Acceleratori a supporto delle start-up più promettenti

I numeri vanno periodicamente rivisti come anche le esigenze ma sicuramente fotografano un “bisogno”. Che in parte potrebbe essere coperto dall’introduzione di bandi periodici per identificare e supportare le start-up con potenziali soluzioni basate sull’Intelligenza artificiale per risolvere problemi critici dello Stato, del Servizio Sanitario Nazionale o quelli Regionali, della Pubblica amministrazione. L’idea che va per la maggiore è quella degli “acceleratori” che trasformi idee/progetti di ricerca in soluzioni applicabili e aziende scalabili.

Attualmente la governance è quasi sempre incarnata da una commissione di esperti col supporto di personale tecnico ministeriale individua i problemi per la PA ben definiti e che potrebbero rappresentare anche grandi opportunità di ricavo per i fornitori di soluzioni, come per esempio l’utilizzo di IA per semplificare e accelerare la gestione degli appalti pubblici e delle relative garanzie.