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De Biasio (Arexpo): “A Mind 800 aziende. Serve una visione a 50 anni”

Per Igor De Biasio (AREXPO) la sola chiave per costruire una visione strategica per l'Italia ascoltarsi: da lì nascono le partnership

La strada da seguire per creare una visione del futuro? Ascoltarsi di più l’un l’altro, senza paura delle opinioni diverse. Ne è convinto Igor De Biasio, Amministratore Delegato di Arexpo dal 2019. “Cosa ci serve per ripartire? Ascoltarci per davvero e cercare nel confronto gli elementi che uniscono la nostra comunità alla ricerca del bene comune ad ogni livello. Penso soprattutto alla costruzione del futuro del nostro paese”. Così è iniziato lo speech del manager durante l’intervento svolto il 13 settembre ad “Amare Milano – I discorsi del coraggio”, evento di Direzione Nord giunta alla sua quattordicesima edizione, promossa da Centro Studi Grande Milano, dall’Associazione Amici delle Stelline e organizzata da Inrete Srl.

Milano Innovation District, un progetto nato dal confronto e dall’ascolto

Lancia una sfida il numero uno di Arexpo. “Troviamo energia nell’ascolto reciproco” che tradotto in gergo politico-economico-finanziario si può dire così: “gli obiettivi condivisi che rafforzano le partnership”. E parte dall’esperienza della società che guida. “Se oggi abbiamo Arexpo, la società che ho l’onore di guidare e che sta realizzando Milano Innovation District nell’area ex-Expo, nei tempi e nei modi previsti con un progetto complessivo da 4 miliardi di euro, è anche grazie all’ascolto e al confronto positivo che ogni giorno mettiamo in campo con i nostri partner pubblici (Comune di Milano, Regione Lombardia, Ministeri) e i partner privati come Lendlease”. Nel nuovo bacino già “800 aziende che hanno già firmato per venire in Mind”. “Uniti nelle diversità, per uno straordinario obiettivo comune”. Il messaggio? “Confrontiamoci, cresciamo e ripartiamo insieme perché ciascuno di noi è portatore di idee e non di verità. E come diceva Leonardo, saper ascoltare significa possedere oltre al proprio anche il cervello degli altri”.

Italia post-Covid, serve dotarsi di una visione a 50 anni

E allora cosa serve per ripartire? Serve “costruzione del futuro” del nostro paese. Per De Biasio “È normale che diversi partiti e diversi livelli di governo rappresentino idee e sensibilità diverse, ma le distanze tra loro non devono annullare la capacità di un paese di dotarsi di una visione strategica condivisa a 50 anni che oggi l’Italia non ha, a 100 anni in avanti, per competere su scala mondiale”. Pare tanto un messaggio inviato a Roma anche in vista degli sforzi del Recovery.

“Tutti vogliono cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso”

“Siamo qui a parlare di scelte coraggiose per far ripartire il paese” e “ho pensato di condividere con voi una riflessione molto concreta-pragmatica, perché potrebbe potenzialmente migliorare le nostre vite, le nostre aziende e i nostri sistemi. Tolstoj diceva che tutti vogliono cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. Esiste quindi qualcosa di più coraggioso di cambiare e migliorare noi stessi? Per me il coraggio, la ripartenza oggi più che mai coincidono con l’imparare ad ascoltarci e a confrontarci”.