Addio al giornalista Mario Pappagallo, grande esperto di medicina e salute

Se ne è andaato all'improvviso a 68 anni il giornalista Mario Pappagallo,  uno dei massimi esperti di Medicina e Salute.

Se ne è andato all’improvviso a 68 anni il giornalista Mario Pappagallo,  uno dei massimi esperti di Medicina e Salute. Temi che ha trattato per importnti testate quali il Corriere della Sera, poi, andato in pensione, per il Mattino di Napoli e il Corriere dello Sport. Medico, oltre che giornalista, autore di libri, molti dei quali con Umberto Veronesi, ha vinto molti premi giornalistici per i suoi articoli medici. E ha avuto tanti riconoscimenti per il suo lavoro.

Il ricordo del Corriere della Sera

Scrive Marco Imarisio: “Ma non è per le sue doti professionali che viene così difficile scrivere queste righe. Con la sua umanità, Mario è stato un pezzo della vita di almeno tre generazioni di giornalisti del Corriere. Quando andò in pensione, si mise ad aspettarlo un picchetto d’onore composto da colleghi, tipografi, fattorini. Giunto alle scale del primo piano, convocò tutti fuori dalla redazione. Aveva noleggiato un Ape Car, un baracchino che attendeva in via San Marco, per un bicchiere di commiato.

E siccome anche lui era prigioniero volontario di questo nostro senso di appartenenza, non andò lontano”

Repubblica: “Generoso anche con i colleghi più giovani”

“Un professionista di livello, generoso anche con i colleghi più giovani – scrive Repubblica nel suo coccodrillo – con i quali chiaccherava e non lesinava spiegazioni quando i dubbi sovrastavano le certezze. Ma al di là della sua indiscussa professionalità e competenza, Mario era quello che alle cene che si facevano insieme, dopo giornate passate a seguire i lavori dei congressi in Italia e all’estero, e a scrivere di corsa per mandare l’articolo al giornale, ci faceva sorridere con i racconti dei suoi tanti viaggi, degli incontri che faceva.

Sempre sorridente, a consigliare i ristoranti di tutto il mondo dove potevi mangiare la migliore bistecca, il miglior crudo di pesce, i vini da vitigno autoctono che lo avevano sorpreso, le spezie che riteneva indispensabili”.