Viaggi, Paesi a rischio con la guerra in Ucraina: cosa cambia

La guerra in Ucraina sta influenzando il settore dei viaggi e inevitabilmente avrà ripercussioni sulle prossime vacanze estive: come? E quali sono i Paesi a rischio da evitare?

La guerra in Ucraina sta ormai durando da molte settimane e si teme che il conflitto possa andare avanti ancora a lungo, con le inevitabili ripercussioni sulle nostre vite, oltre al drammatico numero di morti, sfollati e devastazioni con cui Kiev deve già fare i conti. Con l’avvicinarsi delle vacanze estive in molti si cominciano a chiedere quanto sia sicura l’Europa: per quanto riguarda i viaggi quali sono i Paesi a rischio con la guerra in Ucraina? E, più in generale, cosa cambia per il settore del turismo, già provato dall’emergenza coronavirus? Una preoccupazione che riguarda gli italiani, ma anche i turisti stranieri.

 

Viaggi, Paesi a rischio con la guerra in Ucraina

Quali sono i Paesi a rischio reale o potenziale, perché in qualche modo interessati dai risvolti del conflitto in corso? L’ansia tra gli italiani comincia a emergere. Si teme soprattutto sul lungo periodo per quanto riguarda tutta l’Europa dell’Est e anche i Paesi del Nord. Vediamo concretamente che cosa dice il sito della Farnesina Viaggiaresicuri. Nella maggior parte dei casi si tratta di situazioni in continua evoluzione, quindi si raccomanda di monitorare il sito costantemente.

Queste sono le informazioni disponibili al 4 aprile.

Ucraina

Tutti i viaggi verso l’Ucraina, a qualsiasi titolo, sono assolutamente sconsigliati. Ai connazionali ancora presenti in Ucraina è fortemente raccomandato di utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare il Paese, negli orari in cui non è in vigore il coprifuoco. Tale raccomandazione vale, in particolare, per la parte orientale e meridionale dell’Ucraina, in ragione dell’intensificarsi delle attività militari in quelle aree.

Si raccomanda, in ogni caso, massima cautela. A Kiev è in vigore un coprifuoco generalmente a partire dalle ore 20.00 alle ore 07.00. In circostanze particolari, le autorità locali possono imporre un coprifuoco “rafforzato”, che si può estendere anche per due giorni consecutivi. Analoghe misure possono essere disposte in altre città, anche con scarso preavviso.

Federazione russa

Si raccomanda fortemente a tutti i connazionali presenti nel Paese, la cui presenza non sia essenziale, di organizzarsi tempestivamente per spostarsi dalla Federazione Russa o rientrare in Italia con i mezzi commerciali ancora disponibili e di informarsi sui requisiti sanitari per il transito in Paesi esteri su questo sito e sui siti della rete diplomatico-consolare.

Si raccomanda, inoltre, di posticipare tutti i viaggi verso la Federazione Russa. I connazionali presenti nel Paese e in procinto di rientrare in Italia devono contattare tempestivamente la compagnia aerea di riferimento per informazioni su itinerari alternativi. Risultano tuttora attivi voli con scalo a Istanbul, Doha, Abu Dhabi e Dubai, Belgrado ed altre città.

Bielorussia

Per il momento la situazione di sicurezza in Bielorussia non presenta profili particolarmente critici. Gli eventi si stanno tuttavia succedendo molto velocemente.

Si registrano numerose cancellazioni di voli da e per la Bielorussia. Si raccomanda vivamente ai connazionali, considerata la situazione di incertezza, di evitare viaggi nel Paese in questo periodo e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e di consultare il sito dell’Ambasciata (https://ambminsk.esteri.it/), nonché di registrarsi sul sito https://www.dovesiamonelmondo.it/.

Polonia

Proclamazione stato di emergenza lungo il confine con la Bielorussia. Il divieto temporaneo di permanenza nella zona lungo il confine con la Bielorussia rimane in vigore fino al 30 giugno 2022 (con possibilità di essere prorogato) e riguarda la stessa area (si tratta di una fascia ristretta di territorio nell’immediatezza della frontiera bielorussa) interessata dal precedente stato di emergenza (115 comuni nel Voivodato di Podlaskie e 68 comuni nel voivodato di Lubelskie, lista completa al link https://dziennikustaw.gov.pl/D2021000219301.pdf).

L’introduzione del divieto comporta limitazioni alla libera circolazione nella zona interessata e restrizioni alle normali libertà e diritti vigenti sul territorio polacco.

Lituania

In connessione con l’attuale situazione di tensione in aree confinanti (Bielorussia) e con la situazione di sicurezza in Ucraina, le Autorità lituane hanno prorogato lo stato di emergenza sull’intero territorio del Paese, fino alla mezzanotte del 20 aprile 2022, in particolare al fine di consentire alle forze di polizia locali di ispezionare e di controllare veicoli, persone e bagagli all’attraversamento delle frontiere terrestri, pur nel rispetto della libera circolazione delle persone.

https://www.viaggiaresicuri.it/

Con la guerra viaggiare in aereo è meno sicuro?

Non solo. Dallo scoppio del conflitto in Ucraina, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha mantenuto alta l’attenzione per cercare di individuare le zone più a rischio di interferenze ai sistemi di navigazione, come segnalato dalle compagnie aerei. Così da febbraio l’Aesa ha individuato ben 4 zone attenzionate: quella compresa tra Kaliningrad (città della Russia) e il Mar Baltico; la Finlandia orientale al confine con la Russia; la zona del Mar Nero e quella del Mediterraneo dell’Est, tra Cipro, Turchia, Libano, Siria, Israele e Iraq settentrionale. Davanti a tali pericoli il 17 marzo l’Aesa ha deciso di diramare un messaggio per avvisare della “maggiore probabilità di problemi con i sistemi globali di navigazione satellitare nell’attuale contesto dell’invasione russa dell’Ucraina”.

Viaggi, cosa cambia con la guerra in Ucraina 

Al di là dei Paesi a rischio, potrebbero esserci diverse conseguenze più generali per il settore dei viaggi, che sperava in una solida riprema dei flussi turistici dopo due anni molto difficili a causa della pandemia. Per esempio si teme un aumento dei prezzi per viaggiare. Il rischio è quello di tariffe più alte soprattutto per i trasporti, ma anche per l’hospitality, non solo a causa del conflitto, ma più in generale dell’inflazione e della crescita economica rallentata, oltre al fatto che la domanda della clientela tenderà a concentrarsi tutta su alcune mete. Per il momento, però, ancora nulla di allarmante. L’app per le tariffe aeree Hopper, per esempio, ha rilevato che i prezzi dei voli diretti tra Europa e Stati Uniti sono aumentati del 16% da metà febbraio, da $ 660 a $ 763 andata e ritorno, cosa che attribuisce più all’entusiasmo dei viaggi post pandemia e al consueto ciclo stagionale di aumento dei prezzi piuttosto che considerarla una conseguenza del conflitto.

Poi bisogna fare i conti con le modifiche agli itinerari, innanzitutto a causa dello spazio aereo chiuso sopra la Russia, l’Ucraina e u quasi tutta la Moldavia e buona parte della Bielorussia: molte tratte sono state modificate o addirittura cancellate, soprattutto quelle che collegano l’Europa con il Giappone, come già avevamo raccontato su True-News. Dal cielo al mare, anche le crociere stanno modificando i loro itinerari. Molte di quelle nel Nord Europa facevano tappa a San Pietroburgo e in altre località russe, ma ora hanno trovato percorsi alternativi da proporre.