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Non solo Renzi: anche la Silicon Valley ha un problema saudita

Fondi miliardari e uomini nei board chiave: il peso dei sauditi non è solo politico e arriva al cuore dell'innovazione.

Mentre l’Italia scopre l’influenza dell’Arabia Saudita sulla sua politica con il caso Matteo Renzi, anche il cuore pulsante dell’innovazione occidentale ha un problema con la pioggia di petrodollari proveniente dalla penisola arabica. A caratterizzare gli ultimi dieci anni della Silicon Valley sono state le mosse di SoftBank, una holding giapponese, e più precisamente il suo Vision Fund, un fondo da circa cento miliardi di dollari. Tra le aziende su cui ha investito troviamo Uber, WeWork e Slack (qui il suo portfolio completo). A capo di SoftBank c’è il potentissimo Masayoshi Son, miliardario giapponese noto per avere una fittissima rete di relazioni nella Valley, e per la facilità con cui elargisce milioni con cui fa valere il suo peso.

Ma da dove viene il patrimonio di “Masa” Son? Se buona parte è frutto degli investimenti del suo fondatore, da tempo circolano voci e sospetti sull’influenza che il Public Investment Fund (PIF), fondo sovrano dell’Arabia Saudita, ha su Vision Fund, su cui ha investito 45 miliardi di dollari, secondo Bloomberg. Una stima ricambiata da SoftBank, che un paio d’anni fa aveva annunciato di voler collaborare con i sauditi in un progetto di energia solare da 200 miliardi di dollari.

Dopo il caso Khashoggi

Gli ultimi anni sono stati difficili per il Vision Fund, che ha visto sgonfiarsi uno dei suoi unicorni più celebrati, WeWork. Nonostante questo, l’influenza del fondo (e dei sauditi) rimane sotto forma di posti che contano nei board di società come Uber. Una presenza diventata sempre più scomoda dopo la notizia dell’efferato omicidio di Jamal Khashoggi, giornalista del Washington Post entrato nell’ambasciata saudita a Istanbul il 2 ottobre 2018 e mai uscito. Un ultimo report della National Intelligence americana dello scorso 11 febbraio ha accusato direttamente “il ruolo del governo saudita nell’omicidio” del giornalista americano, aprendo una crisi geopolitica i cui riverberi si sentono anche qui, in relazione alla presenza di Matteo Renzi a un summit piuttosto celebrativo regime locale.

I soldi sauditi, insomma, sono dappertutto, come la loro influenza. Da Uber ai media, dai partiti politici ai meccanismi di investimento della Valley.