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È Brad Pitt? No, solo uno dei tanti “fake” su Clubhouse

Se qualcuno è riuscito a passare per la star di Hollywood allora il problema dei fake sulla piattaforma può riguardare chiunque.

Clubhouse ha conquistato il pianeta in poche settimane ma, com’è inevitabile per una grande piattaforma, sta affrontando i classici problemi che attanagliano anche i tradizionali social network: la moderazione dei contenuti, gli abusi, e ora anche i fake. Fingersi qualcun altro su Clubhouse non è poi così difficile: è un’app esclusivamente vocale, quindi gli utenti si identificano usando un avatar e un nickname. Chiunque è libero di entrare in una stanza e mettersi ad ascoltare, senza far sentire mai la sua vera voce.

Sono queste le zone grigie che deve aver sfruttato chi si è finto per una serata intera Brad Pitt sulla piattaforma. Il troll si chiama in realtà Jacob Tran ed è un giovane gamer che, al momento dell’iscrizione a Clubhouse, ha semplicemente scelto il nome dell’attore. Lo stesso ha fatto un suo amico, diventato in un istante Quentin Tarantino. I due sono così entrati in una stanza dal titolo “Climate Impact Reduction”, in cui si parlava d’ambiente, tema caro a Pitt, e sono stati una ventina di minuti in ascolto. Uno di loro, Quentin, ha persino partecipato, ma poco dopo gli amministratori della stanza hanno capito il loro “scherzetto” e li hanno banditi.

Una sciocchezza, potremmo dire. Non proprio, perché se può succedere con una star globale come Brad Pitt allora potrebbe succedere con chiunque. Il furto d’identità è una nuova grana per un social network che è cresciuto in fretta e ora dovrà cominciare a fare i conti con i propri problemi.