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Clubhouse è una “spia” cinese?

I molti legami tra l'app del momento e la Cina: dalla società Agora alla censura di Pechino. Ma è un pericolo per la privacy?

Clubhouse è il social network del momento. Lo usano i signori della Silicon Valley ma anche Drake e Elon Musk. Ogni tanto è possibile trovarci Kanye West, anche se pare che, tra gli italiani, Calcutta sia tra gli utenti più fedeli. Funziona solo su invito e su dispositivi Apple. Una volta entrati in una delle sue stanze tematiche, gli utenti possono comunicare solo oralmente: niente video, niente chat.

Chi vuole parlare, deve alzare la mano, ovvero prenotarsi e sperare che l’amministratore gli dia voce. Se ne sta parlando molto, eppure pochi sanno che Clubhouse non potrebbe esistere se non fosse per un’altra azienda, meno nota, chiamata Agora. A quanto pare, infatti, Clubhouse sarebbe stata creata “in una settimana” usando gli strumenti di quest’ultima, un servizio per la gestione di comunicazioni in tempo reale. È grazie ad Agora, insomma, che gli utenti possono interagire nelle stanze, chiedere i turni e far parlare gli ospiti. Ovviamente, il successo di Clubhouse ha fatto raddoppiare il valore di mercato di Agora, oltre i dieci miliardi di dollari.

La tecnologia che anima Clubhouse, insomma, non è nulla di nuovo: esiste dal 2012 e anche alcuni servizi cinesi hanno prodotti simili da un decennio, come YY.com, Dizhua e Lizhi. C’è però un motivo per cui la Cina non ha mai creato una “sua” Clubhouse: secondo alcuni, a bloccarne lo sviluppo sarebbe l’impossibilità di garantire una moderazione dei contenuti su tutta la piattaforma. Insomma: il governo cinese non apprezzerebbe un social network simile. È stata la stessa Pechino a dimostrarlo a inizio febbraio, quando Clubhouse è stata accessibile agli utenti della Cina continentale per qualche giorno, nel corso dei quali sono nate discussioni sulla censura e la questione degli Uiguri. Una pacchia durata poco, fino a quando la Grande Muraglia Digitale cinese ha colpito anche questa app.

Secondo un report del Stanford Internet Observatory, i rapporti tra Cina e Clubhouse non finirebbero qui: la stessa Agora, infatti, ha sede a Shangai e la sua struttura avrebbe falle e vulnerabilità che il governo cinese potrebbe sfruttare. Pechino, insomma, potrebbe ascoltare i potenti del mondo mentre discutono dei fatti loro, sfruttando Agora o addirittura Clubhouse stessa. In tempi di guerra fredda digitale, una grana notevole per il social network del momento.