Future I lavoratori cinesi che devono sorridere per entrare in fabbrica

I lavoratori cinesi che devono sorridere per entrare in fabbrica

Da tempo la Cina ci ha abituato a un uso massiccio e inquietante delle tecnologie per il riconoscimento facciale. Telecamere collegate a potenti intelligenze artificiali in grado di riconoscere le persone inquadrate. E, grazie allo studio delle espressioni facciali, capirne le emozioni, individuando i cittadini felici tra una folla di persone. Sono applicazioni tecnologiche che, collegate a un apparato governativo di controllo e di polizia, fanno venire i brividi. Ma questo tipo di IA non interessa solo il governo centrale di Pechino. Anzi, ha applicazioni anche nella vita quotidiana e privata delle persone.

Sorrisi all’ingresso della fabbrica Canon

Prendiamo la Canon, celebre azienda giapponese nel campo dell’ottica, la cui controllata cinese Canon Information Technology ha fatto installare delle telecamere all’interno dei suoi uffici. L’obiettivo non è – solo – il riconoscimento facciale ma assicurarsi che solo i dipendenti che si mostrano sorridenti alla telecamera possano entrare in azienda e prenotare le sale riunioni. Il sistema funziona quindi da interfaccia per la gestione di alcuni momenti della vita da azienda, oltre che da controllo all’entrata. Al centro di tutto c’è però il sorriso del lavoratore.

In un’intervista con il Financial Times, giornale che ha svelato la vicenda, il professore Nick Srnicek ha spiegato come “i lavoratori non vengono rimpiazzati da algoritmi e intelligenze artificiali”. Anzi, “è il management dell’azienda a essere in qualche modo potenziato da queste tecnologie, che stanno aumentando i ritmi delle persone che lavorano con le macchine, invece di rallentarlo”.

Le IA e le condizioni di lavoro dei dipendenti

Insomma, altro che tecnologia al servizio dell’umanità, il robot che ci rende la vita più semplice. Questa era la promessa – lo è tuttora – della corsa alle IA, ma le applicazioni reali sembrano anticipare un futuro diverso. Un futuro in cui, tra le altre cose, è il controllo della macchina – e dell’azienda – ad aumentare, peggiorando di fatto le condizioni di lavoro di noi poveri umani.

Il sito The Verge ha anche notato come in realtà la notizia fosse stata annunciata da Canon stessa nel 2020. Il fatto che all’epoca non avesse fatto rumore è sintomo di quanto il riconoscimento facciale sia ormai normalizzato per i cinesi. E pensare che questa regola del sorriso obbligatorio, per quanto inquietante, è anche l’applicazione più benigna di una tecnologia simile. Tutte le altre portano a un controllo sempre più grande e preoccupante – dei lavoratori e dei cittadini, in generale.

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