Alessandro Michele: perché lo stilista di Gucci è il più visionario al mondo

Perché Alessandro Michele (Gucci) è il designer di moda più innovativo del mondo? Il premio ai Fashion Awards di Londra

Alessandro Michele è stato premiato dal British Fashion Council “per il lavoro visionario svolto fino ad oggi nel posizionare Gucci all’incrocio tra cultura, arte, musica e cinema”. In particolare al direttore creativo della maison è stato assegnato il Trailblazer (pioniere, ndr) Award ai BFC’s Fashion Awards, che si sono tenuti il 29 novembre a Londra, alla Royal Albert Hall. Le diverse iniziative a cui lo stilista ha dato vita nell’ultimo anno “hanno continuato ad ampliare la portata di ciò che dovrebbe essere un tradizionale marchio di moda di lusso”.

Perché Alessandro Michele è un visionario

L’organizzazione ha aggiunto che gran parte del lavoro svolto da Michele “si allinea strettamente con l’industria cinematografica, evidenziando la posizione cruciale della moda all’incrocio tra cultura e arte”.

“Il lavoro di Alessandro Michele in Gucci nell’ultimo anno mostra bene che cosa significhi essere un pioniere”, ha affermato l’amministratore delegato di BFC Caroline Rush. “Lui lo è in ogni aspetto della sua produzione creativa e usa il potere del design per aprire nuove strade, che collegano l’industria della moda a tutte le altre industrie, dal cinema all’innovazione digitale.

È, e sarà, un’incredibile fonte di ispirazione per molte generazioni a venire“.

Il Trailblazer Award è stato introdotto ai Fashion Awards nel 2018 ed è uno degli Special Recognition Awards, i premi che vengono riconoscendo gli innovatori e i creativi nella moda “il cui lavoro nell’ultimo anno è stato un punto di svolta e ha plasmato in modo significativo il settore”. Tra i precedenti vincitori  Kim Jones e Sarah Burton di McQueen.

Le iniziative visionarie di Alessandro Michele nel 2021

Se la Gucci Love Parade è stata una celebrazione di tutto ciò che è Hollywood, la collezione intitolata “OUVERTURE of Something that Never Ended” è stata presentata dal Direttore Creativo Alessandro Michele, attraverso una miniserie di sette episodi video durante il GucciFest, innovativo festival del cinema digitale e della moda. La collezione Aria è invece una riflessione personale di Alessandro Michele sulla mitologia di Gucci, nell’anno in cui la maison ha festeggiato il centenario.

Per l’occasione Michele ha aperto all’interno del Gucci Garden di Firenze il “Garden Archetypes”, il Giardino degli Archetipi, uno spazio immersivo e multi-sensoriale che esplora le campagne Gucci degli ultimi sei anni e il suo manifesto creativo. La nuova sede dell’archivio della maison, poi, è stata inaugurata a Palazzo Settimanni a Firenze. “Il mio compito era quello di riportare a casa molti oggetti, come se li avessimo aiutati a tornare in famiglia.

In un luogo dove apparentemente si conserva il passato, ma che in realtà è un ponte con il contemporaneo. Un palazzo antico è una cosa viva. Come la moda”, ha dichiarato Alessandro Michele, che ama muoversi tra passato e futuro.

Lo dimostra anche Gucci Vault, l’inedito concept store online della maison di Kering, che rispecchia la passione del direttore creativo della maison per la sperimentazione: affianca la vendita di oggetti d’archivio rimessi a nuovo e personalizzati alle proposte di talenti emergenti.

“Per me lo shopping non è semplicemente comprare delle cose. È instaurare un legame con loro, entrarci in relazione”, ha spiegato il designer. “Proprio questo legame oggi si è espanso. Nella mia mente ho sempre avuto l’idea di realizzare un luogo in perenne evoluzione dove poter svolgere conversazioni “impossibili” tra oggetti di provenienza, autori ed epoche differenti: protagonisti di un dialogo tra passato e presente, in grado di originare stimoli per il futuro.

Mi sono detto: “Perché un brand di moda dove c’è un direttore creativo non può ospitare uno spazio di contaminazioni espressive, estetiche, sociali?”. L’ho fatto seguendo il linguaggio più consono di questo secolo che è il posto dove tutti possiamo andare, la Rete”.

E ancora: “Si tratta di un laboratorio, una miniera di idee, di stranezze, di incontri improbabili, visto che Gucci è diventato la più grande piattaforma di incontri tra interlocutori che, in apparenza, non hanno nulla in comune. Quindi Vault è il luogo delle meraviglie che s’ibrideranno, si uniranno per dare vita a sempre nuove gestazioni“.