Live

Affitti in nero, le startup del co-living potrebbero essere la soluzione

Prezzi folli e affitti in nero. Ecco quindi il co-living, dove l'affitto diventa un abbonamento a un servizio (tipo Netflix).

Prezzi altissimi delle case, nonostante pandemia e smart working. E soprattutto, tanti ma davvero tanti affitti in nero, un mare di sommerso che interessa ogni città in Italia. Anche Milano.

Affitti in nero a causa dei prezzi delle case

Sotto alla Madonnina, in particolare, la situazione immobiliare è bollente. Nemmeno il Covid è riuscito ad abbassare gli affitti e i prezzi del mattone al metro quadro, il cui valore medio è di 4809 euro. Secondo il Corriere della Sera, tanti giovani finiscono per essere banditi non solo dal centro storico – e fin qui normale – ma anche dalla circonvallazione. Si esce, quindi, sognando un tetto abbordabile in quel di Cernusco sul Naviglio.

A Milano solo 612 contratti per studenti nel 2020

La situazione è dura, soprattutto per gli studenti. In teoria, il contratto d’affitto per questa categoria dovrebbe essere più conveniente per il povero fuorisede. In pratica, però, questi contratti non vengono fatti: nel 2019, in tutta Milano, erano 587. Nel 2020, appena 612. Numeri ridicoli per una città di queste dimensioni. E allora che fare?

La soluzione delle startup del co-linving

La soluzione dovrebbe essere d’ampissimo respiro: politica e società dovrebbero attivare un piano delicato di housing per giovani e studenti. Ma non si muove molto, da questo punto di vista, e a riempire il vuoto ci pensano i privati. Startup come DoveVivo stanno portando il concetto di Co-living in Italia, applicando il formato del co-working alle abitazioni. Si paga un canone mensile (tipo affitto) per una stanza con determinati servizi, spesso in comune con altri “abbonati”/inquilini. Un servizio agile e perfetto per permanenze medio-brevi e fuori sede, appunto. Ma non solo. Perché questo formato rischia di diventare il “nuovo normale”, in tempi in cui la questione casa diventa cruciale per chi vuole vivere in città.

Le cose si muovono in questo senso anche in Europa. Habyt, altra startup del settore, ha appena ultimato un round da 24 milioni di dollari di investimenti, fondendosi con la concorrente Homefully. L’azienda, fondata a Berlino nel 2017 dall’italiano Carlo Bovone, propone appartamenti arredati e già pronti all’uso. Il suo slogan? “Hassle free rent”, affitto senza problemi.

Certo, il diritto alla casa è tutt’altra cosa, e qualcuno dovrà pur pensarci, prima che un raggio sempre più largo di Milano – e non solo – diventi a uso e consumo di pochi privilegiati. Il modello Habyt e DoveVivo, però, può rappresentare un’arma in più contro il sommerso di cui sopra, costringendo padroni di casa e affittuari a un rapporto economico trasparente, attraverso la piattaforma utilizzata.