Abiti in polvere di marmo: così la moda disegna un futuro più sostenibile

Abiti in marmo: come è possibile? Lo spiega startup Fili Pari, che ha ideato una materia prima nuova, seguendo i principi dell’economia circolare

Ci sono vestiti che nascono dagli scarti di frutta e verdura e altri dalla plastica riciclata, ma chi avrebbe mai detto che esistono persino abiti sostenibili fatti di… marmo? Gli scarti della lavorazione di questa roccia metamorfica, composta prevalentemente da carbonato di calcio, vengono recuperati e trasformati in una materia prima nuova, secondo i principi dell’economia circolare, dalla startup Fili Pari, fondata da Francesca Pievani e Alice Zantedeschi, coniugando due settori: quello tessile e quello lapideo.

L’idea degli abiti in polvere di marmo

Sviluppiamo nuovi prodotti a partire da materie prime inaspettate, creando legami e sinergie tra mondi diversi. Vogliamo rendere possibile l’impossibile, valorizzando materiali unici ed inimitabili, dandogli una nuova forma e funzione“, raccontano le due fondatrici. Dall’anagramma dei loro soprannomi, Fripi e Ali, nasce il nome di questa startup fashion-tech: Fili Pari indica un riferimento immediato al filo, al mondo tessile, alla visione d’insieme che caratterizza il marchio.

Il progetto nasce tra i banchi universitari del Politecnico di Milano e si concretizza a febbraio 2020 con la costituzione della società e la nascita dei primi capi, caratterizzati  dall’effetto estetico unico che ricrea la texture del marmo, proprio tramite i suoi granelli, in tutte le sfumature.

I nostri materiali innovativi realizzati con polvere di marmo sono creati e brevettati direttamente da noi, garantendo un maggiore controllo sulla filiera e sul processo produttivo, interamente made in Italy“, spiegano Francesca ed Alice.

Anche gli altri tessuti utilizzati sono recuperati da eccedenze di produzione di grandi aziende italiane, a cui viene restituita una vita ed una forma, con l’obiettivo di ottimizzare le materie prime in un’ottica di rispetto ambientale“. Ogni singola fase di lavorazione è controllata ed avviene in Italia, in un’area geolocalizzata di 120 km, evitando inutili viaggi e riducendo l’inquinamento dei trasporti.

Il concetto di sostenibilità non si ferma alla creazione dei capi, ma li accompagna per tutta la vita.

Fili Pari dà la possibilità di una seconda vita a quelli rovinati, offrendo un servizio di riparazione sartoriale flessibile. Non solo: l’azienda recupera e raccoglie i propri capi usati per poterli trasformare in nuovi prodotti, frenando l’impatto negativo che il settore tessile ha sull’ambiente.

Il tessuto MARM\MORE®

Ma come avviene esattamente il processo che lega il marmo alla moda? Al centro c’è il tessuto MARM\MORE®, un coating realizzato con vera polvere di marmo, che coniuga performance tecniche e caratteristiche estetiche. Impermeabile, antivento, traspirante e resistente all’abrasione, questo innovativo materiale è una spalmatura su tessuto che utilizza le potenzialità della pietra per donare colorazioni completamente naturali derivate dalla tipologia di marmo selezionato.

Il termine nasce da MARMOR, traduzione latina di marmo, per indicare lo stretto legame tra il materiale ed il territorio italiano.

Il MORE a seguire suggerisce come il marmo dia un valore aggiunto al materiale, donando un plus rispetto ai classici spalmati in PU (poliuretano) e segnala inoltre una nuova e diversa percezione del marmo stesso, che da pesante e statico diventa leggero ed indossabile.

Ogni blocco di questa pietra produce fino al 60% di scarto, che normalmente viene destinato alla discarica. Noi abbiamo invece trasformato i sottoprodotti della lavorazione in un tessuto leggero e morbido, contribuendo ad evitare un grosso impatto ambientale ed economico“, concludono le due startupper.

 

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