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Antonio Pappalardo, trascinatore dei Gilet Arancioni, diventa un “ex generale”

Antonio Pappalardo, capo dei Gilet Arancioni, non è più un Generale dei Carabinieri. Revocati i suoi gradi per aver disonorato le Forze Armate.

Il Ministero della Difesa ha tolto i gradi ad Antonio Pappalardo, generale in congedo di 75 anni e capo dei Gilet Arancioni. Secondo quanto notificato all’ex generale, si tratta di un provvedimento di perdita di grado per rimozione, con alla base motivi disciplinari.

Il provvedimento del Ministero: ha disonorato le Forze Armate

Tra le motivazioni dietro la decisione del Ministero della Difesa ci sono le condotte dell’ex Generale Antonio Pappalardo, considerate lesive per per il prestigio delle Forze Armate e in violazione dei doveri attinenti al giuramento prestato all’Arma. Nel pieno della pandemia, Antonio Pappalardo è infatti stato alla guida di diverse manifestazioni negazioniste e contrarie alle misure di prevenzione del contagio. Tali manifestazioni sono state al centro di grosse polemiche, a causa della creazione di assembramenti di centinaia di individui privi di mascherina. Seguito dai membri del suo movimento, i Gilet Arancioni, Antonio Pappalardo ha insistentemente negato l’esistenza del coronavirus. Antonio Pappalardo si era detto soddisfatto della riuscita delle manifestazioni: “Migliaia e migliaia di cittadini che hanno rialzato la testa”.

Il generale è noto anche per altre posizioni discutibili, tra le quali una convinzione che si possa curare il Covid-19 praticando yoga, a detta di un suo “amico di Bergamo”.

 La carriera di Antonio Pappalardo

Antonio Pappalardo, nato a Palermo il 25 Giugno 1946, è stato un Generale di Brigata dei Carabinieri, congedato nel 2006. È stato presidente del COCER dell’Arma dal 1988 al 1991. Tra il 1992 e il 1994 l’ex generale Antonio Pappalardo è stato deputato per il PSDI, nonché, per pochi giorni sottosegretario di Stato alle Finanze del Governo Ciampi. Nel 2019, fonda il movimento dei Gilet Arancioni, con i quali si candida alla presidenza della Regione Umbria, con scarsi risultati.