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Sindrome dell’Avana, nuova malattia misteriosa: sintomi, chi colpisce, dov’è diffusa

Cos'è la sindrome dell'Avana? Sembra essere stata individuata come una nuova arma politica che lascia disturbi permanenti a livello celebrale

Nel mondo si parla di una nuova, misteriosa malattia: la sindrome dell’Avana… Che cos’è? Si potrebbe dire che è il frutto di tensioni e scontri tra potenze mondiali. In particolare tra USA e Cuba. Infatti, nel 2016 alcuni dipendenti dell’Ambasciata statunitense all’Avana accusano sintomi legati a un disturbo dell’udito. Si parla di una nuova “arma” politica.

Sindrome dell’Avana, cos’è questa nuova malattia misteriosa

La Sindrome dell’Avana – nota anche come havana syndrome – indica un insieme di manifestazioni sonore, collegate a sintomi specifici, registrate tra novembre 2016 e giugno 2018, da 25 diplomatici dell’ambasciata degli Stati Uniti a L’Avana, Cuba.

Si tratta di un attacco basato su energia a radiofrequenza pulsata diretta: questa può essere una spiegazione plausibile di un disturbo che ha portato disturbi gravi agli individui colpiti da fenomeni uditivi e sensoriali direzionali debilitanti.

Sindrome dell’Avana: i sintomi

Non si hanno studi clinici bene precisi. Tuttavia, i sintomi provocati dalla sindrome dell’Avana sono ben noti:.

  • Mal di testa
  • Vertigini
  • Nausea
  • Affaticamento
  • Difficoltà di concentrazione
  • Perdita della memoria
  • Uno stato generale di confusione e disorientamento
  • Difficoltà a camminare
  • Insonnia
  • Sensibilità al suono, dolore e pressione alle orecchie
  • Anomalie cerebrali che con sintomi vicini alla commozione cerebrali.

Secondo l’accurata analisi del jamanetwork.com, le persone interessate dai disturbi sono state prese in cura. Le analisi hanno registrato che, dopo tre mesi dall’esposizione, c’erano ancora sintomi persistenti legati a  problemi cognitivi, visivi, uditivi e di equilibrio. Non diminuiscono i disturbi del sonno e mal di testa.

Sindrome dell’Avana: chi colpisce

In sintesi, pare che si tratti di una pericola nuova arma politica. La sindrome dell’Avana ha coinvolto e colpito diplomatici, servizi segreti, specialisti, ricercatori universitari.

Si parla di un nuova arma contro il personale civile e militare USA.  I sintomi neurologici registrati, associati all’esposizione a fenomeni uditivi e sensoriali, possono essere considerati come una minaccia sconosciuta che ha portato a lesioni cerebrali.

Su richiesta del governo degli Stati Uniti, i ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno esaminato 21 diplomatici colpiti, e i risultati preliminari sono stati pubblicati sul Journal of the American Medical Association (JAMA) nel marzo 2018. Il rapporto “non ha trovato alcuna prova di anomalie del tratto di materia bianca” nei diplomatici colpiti, oltre a ciò che potrebbe essere visto in un gruppo di controllo della stessa età, e ha descritto “una nuova sindrome nei diplomatici che assomiglia alla commozione cerebrale persistente”. Lo studio ha concluso che “i diplomatici sembrano aver subito lesioni al sistema nervoso e cerebrale“. Successivi studi del team dell’Università della Pennsylvania, pubblicati nel luglio 2019, hanno scoperto che,  rispetto a un gruppo di controllo sano, i diplomatici che avevano riportato lesioni “avevano subito un trauma cerebrale”.

Sindrome dell’Avana: dov’è diffusa

I primi casi della sindrome dell’Avana sono iniziati nel 2016 a Cuba, da qui il nome di sindrome dell’Avana. Con il passare del tempo i casi. si sono moltiplicati: Cina, Colombia, Uzbekistan, la stessa capitale Washington sono stati coinvolti in eventi non sempre spiegabili.

Anche in Europa: la sindrome dell’Avana è stata individuata anche a Vienna, in Austria. La notizia è stata rivelata  dal giornalista del

Come già a Cuba, il malessere ha colpito alcune persone che lavorano nell’ambasciata statunitense a Vienna. Si sa è che i diplomatici colpiti dalla sindrome hanno mostrato gli stessi sintomi di quelli che ne erano stati colpiti a Cuba: mal di testa, spossatezza, nausea, problemi alla vista, udito ed equilibrio, e in alcuni casi problemi di memoria.

Negli ultimi anni, oltre ai casi riscontrati a Cuba, ce ne sono stati anche a Mosca, in Russia, e a Guangzhou, in Cina, sempre da parte di diplomatici o funzionari di agenzie statunitensi.