Perché sale il prezzo del gas dopo la decisione di Putin?

Perché sale il prezzo del gas: Putin non fa passi indietro, continua a pretendere il pagamento in rubli e questo comporta conseguenze.

Perché sale il prezzo del gas: gli effetti della guerra con la decisione di Vladimir Putin di farsi pagare il petrolio in rubli fanno si che i prezzi siano sempre più alti.

Perché sale il prezzo del gas dopo la decisione di Putin

Dopo la decisione di Putin di farsi pagare il gas in rubli, le quotazioni ad Amsterdam segnano un balzo a 132 euro al Mwh, in rialzo del 4,8% rispetto alla chiusura di ieri.

A Londra il prezzo sale a 305 penny al Mmbtu, in aumento dell’1,9%.

I ricavi del petrolio e del gas, che coprono circa il 30% delle entrate russe, hanno contribuito a stabilizzare la moneta, mentre le esportazioni continuano a fluire verso l’Europa e i prezzi volano. Ma i rigorosi limiti introdotti da Mosca per sostenere il valore del rublo sono stati cruciali per scongiurare una crisi monetaria più profonda. Inoltre, la scelta di far pagare il gas solo in rubli permetterebbe alla Russia di tenerne alto il prezzo e di mantenerne il controllo

Putin deve proteggere lo stesso l’economia della Russia ed evitare la svalutazione dei rubli, allo stesso tempo far fronte alla sanzioni imposte dall’Unione Europea e NATO.

Tuttavia, si registra una drastica riduzione del Pil per effetto delle sanzioni.

Perché Putin vuole farsi pagare il gas in rubli?

Chiarissima l’ultima mossa di Vladimir Putin: chiedere di farsi pagare il gas in rubli(moneta russa) vuole dire rispondere alle sanzioni economiche imposte dalla NATO e dall’Unione Europea. Il presidente russo ha anche formato il decreto: “Nessuno ci vende niente gratis, e noi nemmeno faremo opere di carità.

Ciò significa che i contratti esistenti, in caso di mancato pagamento del gas in rubli, saranno interrotti”, ha detto. “Gli Usa cercano di spingere l’Europa ad acquistare il gas americano, che è più caro”, rispetto a quello russo, ha aggiunto Putin.

All’inizio delle sanzioni i rubli si sono svalutati rispetto all’euro, addirittura dimezzati il loro valore. Tuttavia, negli ultimi dieci giorni il recupero è stato del 30%. In primo luogo perché la Banca centrale russa, da lunedì, ha cominciato a riacquistare quote del debito pubblico, a comprare cioè titoli di Stato russi per evitare il crollo dei prezzi dei bond governativi. “Ho preso la decisione di attuare una serie di misure per passare al pagamento in rubli per il nostro gas consegnato a Paesi ostili, e di rinunciare a tutte le valute che sono state compromesse”, ha sentenziato Putin rivolgendosi all’Occidente e in particolare agli Stati Uniti.