Nuove sanzioni alla Russia, slitta l’accordo nell’Unione Europea

Nuove sanzioni alla russia, l'accordo in Europa per il sesto pacchetto non è ancora stato trovato. Il nodo è l'embargo al petrolio

Non è ancora stato trovato l’accordo tra i 27 stati membri dell’Unione europea sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina, e l’auspicio è che un accordo possa essere raggiunto la prossima settimana. Il nodo più importante riguarda il graduale embargo sulle importazioni di petrolio da Mosca e il sesto pacchetto di sanzioni ancora non è stato approvato.

Nuove sanzioni alla Russia, ecco di cosa si discute

Per quanto riguarda il sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, possiamo dire che sono 5 le misure in campo e che sulle prime quattro gli Stati membri hanno trovato la quadra.

  • Nella lista dei soggetti sanzionati saranno inclusi i responsabili dei massacri di Bucha e dell’assedio di Mariupol, ed il patriarca ortodosso Kirill (colpito per l’appoggio dato all’invasione dell’Ucraina) ed Alina Kabaeva, presunta compagna del presidente russo Putin.
  • Sarà esclusa dal sistema Swift la Sberbank – prima banca  russa – assieme ad altri importanti istituti tra i quali tuttavia non figura la Gazprombank (la banca del colosso russo del gas indispensabile per i pagamenti delle forniture di metano, che l’Ue continua a comperare dalla Russia).
  • Sono vietate le trasmissioni nell’Ue ad altri 3 canali di informazioni considerati vicini al Cremlino.
  • stop a consulenti e “spin doctor” europei per le imprese russe.
  • Sul quinto punto si parla invece di un embargo “graduale” alle importazioni di petrolio dalla Russia, effettivo entro 6 mesi per il greggio, ed entro fine anno per i prodotti raffinati. Su queste misure sul petrolio l’accordo non pare così vicino, specie perchè ci sono alcuni paesi dell’Est che premono per non inserire queste misure nel pacchetto (come ad esempio l’Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca).

Da Bruxelles filtra ottimismo

Per quanto riguarda quanto viene rimarcato dalle istituzioni di Bruxelles, viene rimarcato che servono e si stanno cercando “compensazioni economiche” per i costi che questi Paesi dovranno affrontare nel caso in cui venissero applicate anche queste nuove misure sul petrolio.