Morte David Rossi Mps: chi era, cos’è successo, libri in uscita

Sulla morte di David Rossi, ex manager della comunicazione di Mps, continuano le indagini: chi era, cosa è successo, la lettera, libri in uscita.

La morte di David Rossi avvenne a Siena il 6 marzo 2013. Il controverso caso è al centro di nuove indagini dal 2021, quando la Camera ha istituito una Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dell’ex capo della Comunicazione di MPS.

Chi era David Rossi e la sua morte misteriosa: cosa è successo

David Rossi, nato a Siena il 2 giugno 1961, era il capo della Comunicazione della banca Monte dei Paschi di Siena.

Lavorava in vicolo Monte Pio, a Rocca Salimbeni, dove si trovava il suo ufficio. Dalla finestra precipitò il 6 marzo 2013, morendo 22 minuti dopo in strada. I pm hanno chiuso ben due indagini con la conclusione che si fosse trattato di un suicidio. Ma sulla vicenda non si è mai fatta del tutto chiarezza.

Alcuni elementi hanno infatti condotto la Camera, l’11 marzo 2021, a istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, con il compito di ricostruire in maniera puntuale i fatti, le cause e i motivi che portarono alla caduta di David Rossi dalla finestra del proprio ufficio e le eventuali responsabilità di terzi.

In particolare, ulteriori indagini avevano rivelato che l’orologio di David Rossi non si trovava al suo polso al momento della caduta, ma che qualcuno lo aveva gettato dalla finestra del suo ufficio venti minuti dopo. E i video di una telecamera mostravano che sul luogo erano arrivate due persone che si erano avvicinate a David Rossi. Lui allora era ancora in vita, ma la coppia si era allontanata poco dopo, senza prestargli soccorso.

La misteriosa lettera alla moglie, Antonella Tognazzi: vera o falsa?

Il caso torna attuale a causa di una misteriosa lettera del 7 gennaio 2015 da parte di un detenuto del carcere di Palermo. Condannato per truffa e riciclaggio, il prigioniero si rivolge direttamente alla moglie della vittima, Antonella Tognazzi. Una copia della lettera fu trovata dal giornalista Giovanni Terzi nel 2017, che però ha atteso cinque anni prima di pubblicarla: “Ne parlai con la moglie e con l’avvocato, oltre che con il fratello Ranieri e il legale Pirani.

Oggi c’è una Commissione parlamentare d’inchiesta che può fare luce. L’avevo subito denunciata, ma l’ho tirata fuori soltanto oggi per via delle tante lacune che stanno emergendo dalla Commissione d’inchiesta”.

La lettera si apre così: “Gentilissima Signora Antonella Tognazzi, ho così deciso di scriverle questa mia missiva dopo una mia prima titubanza dovuta alla paura di sbagliare ad esternare vicende per me dolorose”. Il detenuto da le sue condoglianze alla vedova, e poi racconta di dovere dei soldi alla sua famiglia: “Alcuni testamenti dei miei avvocati mi indicano che qualunque cosa fosse successo ad entrambi devo darle la somma di 8 milioni di euro a lei”. 

“Vorrei chiederle cosa sa lei dei conti off shore di Ginevra?” -continua il detenuto- “E della Bamk Leu di Ginevra? E della Sbs? E la conoscenza dei CCT e BTP? Suo marito le ha mai parlato dei miei avvocati e di quanto indicato in oggetto?”. La lettera si chiude con l’opinione del prigionieri, secondo il quale David Rossi non si è suicidato: “Io non credo si sia buttato dalla finestra… Ma è una storia che piano piano a sapere e a conoscere con il tempo.

Per adesso mi fermo qua ma rimango in attesa di un suo scritto così possiamo concordare il da farsi”.

Quanto c’è di vero nella missiva del detenuto? Non è ancora chiaro quanto sia affidabile la testimonianza della lettera. Il tribunale di Siena ha aperto un fascicolo a modello 45, per i fatti non costituenti reato, accertandosi dell’identità dell’autore riscontrando l’infondatezza delle notizie dallo stesso riferite. La vedova ha lanciato un appello tramite il suo avvocato Carmelo Miceli richiedendo invece “l’acquisizione della copia di tutti gli atti dei fascicoli che, nel tempo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha iscritto a modello 45 per fatti afferenti Rossi e le potenziali cause della sua morte”.

Le indagini e perizie degli inquirenti

Il controverso caso della morte di David Rossi è stato al centro di molte indagini dopo la riapertura del caso nel 2021. Nel corso degli ultimi mesi, gli inquirenti hanno svolto una serie di perizie e simulazioni per meglio comprendere le dinamiche dell’accaduto. I carabinieri e la delegazione della Commissione hanno lavorato a lungo all’interno di Mps e nel vicolo Monte Pio. I Ris hanno effettuato simulazioni della caduta con un manichino antropomorfo virtuale e test di trazione della sbarra di protezione della finestra dell’ufficio di Rossi.

Come anche, il test di trazione di fili anti piccioni, che furono trovati rotti. E la riproduzione di un suicidio con personale avente caratteristiche antropomorfe similari alla vittima.

In seguito i Ris hanno svolto un test con pioggia artificiale, per verificare gli effetti dell’acqua sulla telecamera di sorveglianza di vicolo Monte Pio, e un test per studiare il fenomeno di proiezione delle luci di automobili. La Commissione di inchiesta ha affidato al Reparto investigazioni scientifiche di Roma del Racis e al Reparto indagini tecniche del Ros molte perizie. Alcune di queste non sono mai state effettuate prima, e la risposta a 49 quesiti su diversi aspetti legati alla vicenda della morte dell’ex capo della Comunicazione di Mps.

Le dichiarazioni del fratello Ranieri Rossi

Qualcuno aveva alterato la scena del crimine, noi l’avevamo detto e scritto nell’opposizione all’archiviazione e ci avevano risposto che quanto fatto era normale per l’attività perquirente dei pm“, ha dichiarato Ranieri Rossi. “Non mi sembra tanto normale che i pm entrino in un ufficio e possano alterare la scena del crimine. Qualcuno aveva detto e scritto che l’indagine era stata fatta in maniera certosina. Ora forse si dovrà ricredere, a meno che non intenda dire che c’è una commissione d’inchiesta che sta perdendo tempo“.

I libri in uscita sul caso David Rossi

La misteriosa morte di David Rossi è tuttora oggetti di grande curiosità e discussione. La controversa vicenda si è presto trasformata in un caso anche editoriale. Sono molti i libri-inchiesta che provano a far luce sulla vicenda, sostenendo diverse tesi sull’accaduto. Da quella del semplice suicidio, a quella del possibile omicidio. Il 29 marzo 2022, L’inviato di Quarto Grado Pierangelo Maurizio, ha pubblicato Una storia sbagliata – David Rossi & Mps, un mistero italianoAnche il fratello della vittima, Ranieri Rossi, prova a far sentire la propria campana con il libro edito da Effigi David Rossi, i fatti – La verità é di tutti, non solo della famiglia. Il direttore del Tempo Davide Vecchi pubblica il 7 aprile La verità sul caso David Rossi – Tutto quello che non sapevamo.