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Manifestazioni e cortei, che cosa dice la circolare del Viminale

Arriva la nuova circolare del Viminale in materia di manifestazioni e cortei. Le ultime decisioni, e l'ok, spetteranno a sindaci e prefetti.

Arrivano le nuove regole in materia di manifestazioni e cortei, non solo riferite alle proteste no-vax e No Green pass. Nella circolare diffusa dal Viminale, la ministra Lamorgese illustra le direttive destinate a sindaci e prefetti, affinché si mantenga l’ordine pubblico nelle città e vengano garantiti  i diritti allo svolgimento delle attività lavorative e alla mobilità degli abitanti.

Nuove regole per le manifestazioni: cosa dice la circolare del Viminale

Per tutelare il diritto a esprimere dissenso sarà ancora possibile organizzare manifestazioni e cortei in Italia, a condizione che si rispettino delle regole precise. Le direttive sono illustrate dalla nuova circolare del Viminale. Firmato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, il documento destinato a sindaci, prefetti e ai vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza, mira a regolare le manifestazioninell’equilibrato contemperamento dei vari diritti e interessi in gioco“. Le ultime decisioni rimangono di competenza proprio dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica nelle Prefetture, in accordo con i governatori. È quanto emerge dalle quattro pagine del documento.

I prefetti — si legge nella circolare — vorranno provvedere a individuare le aree urbane sensibili, di particolare interesse per l’ordinato svolgimento della vita della comunità, che potranno essere oggetto di temporanea interdizione allo svolgimento delle manifestazioni per la durata dello stato di emergenza, in ragione dell’attuale situazione pandemica“.

Inosservanza delle disposizioni di prevenzioni durante le proteste

A preoccupare sarebbe infatti il “significativo livello di inosservanza delle disposizioni di prevenzione dal contagio” durante le manifestazioni. In diverse occasioni – dalle proteste più pacifiche a quelle con più alta tensione – si è assistito al poco rispetto del distanziamento fisico; con assembramenti e il mancato uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. In ballo ci sarebbe un “potenziale pericolo di incremento dei contagi e dunque la salute dei cittadini“.

La ministra Luciana Lamorgese evidenzia come l’individuazione delle aree interdette alle manifestazioni “dovrà avvenire nel rispetto del principio di proporzionalità” e spetterà ai questori, che provvederanno ad adottare “i divieti e le prescrizioni sullo svolgimento delle manifestazioni preavvisate“.

Nell’eventualità in cui “i questori non ravvisino esigenze impeditive potranno adeguatamente modulare per le aree diverse da quelle sensibili” le iniziative di protesta. Queste potranno essere autorizzate anche in previsione di un numero elevato di partecipanti. Toccherà poi alle Questure decidere se dare il via libera alle proteste “in forma statica in luogo di quella dinamica“. E regolamentare “percorsi idonei a preservare aree urbane nevralgiche”.