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Incendio a Milano, palazzo in fiamme: “Facciata? Fatta con materiale combustibile”

Incendio a Milano, ecco cos'è successo: la facciata era rivestita da un materiale combustibile che ha reagito rapidamente all'innesco.

Un palazzo di 18 piani ha preso fuoco in via Antonini a Milano nella giornata di domenica. Secondo il professor Angelo Lucchini – docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano – la facciata era fatta con materiale combustibile, in grado di reagire rapidamente all’innesco.

Incendio a Milano, palazzo in fiamme

In fiamme un palazzo di 18 piani in via Antonini, nella periferia sud di Milano. Il comandante Felice Iracà ha confermato che “non risultano dispersi” e che gli inquilini sono tutti salvi. Ma c’è il rischio di crolli. Le temperature potrebbero infatti avere minato la tenuta della gabbia esterna di metallo. Intanto Angelo Lucchini, professore di Architettura tecnica al Politecnico di Milano, ha spiegato in un’intervista al Correre della Sera cosa non ha funzionato nel sistema di costruzione dell’edificio.

Incendio a Milano: “Facciata? Fatta con materiale combustibile”

Visto che il fuoco pare si sia propagato solo all’esterno, se qualcosa non ha funzionato riguarda esclusivamente l’involucro e in particolare il suo rivestimento. Significa cioè che il sistema di sicurezza interno ha funzionato“. Lo ha detto Angelo Lucchini, docente di Architettura tecnica al Politecnico di Milano ed esperto in edifici alti e complessi e in questioni legate alla sicurezza e al fuoco, nell’intervista al Corriere della Sera.

Il palazzo all’esterno si è acceso come un fiammifero “perché il rivestimento è stato realizzato con materiale combustibile, in grado di reagire rapidamente all’innesco che, per quanto è dato sapere, pare sia avvenuto a un piano alto“, ha spiegato l’esperto.

Utilizzare un materiale combustibile per il rivestimento delle facciate è “inappropriato” e “non si concilia con i requisiti di sicurezza rispetto al fuoco previsti dal Ministero dell’Interno per gli edifici civili“. Tuttavia, ha commentato il professore, al momento non esiste un obbligo e le linee guida preparate dai Vigili del fuoco per il Ministero hanno “valore di raccomandazione“. “È però auspicabile – ha concluso Lucchini – che anche alla luce di questo caso milanese, si acceleri il passaggio a un livello obbligatorio“.

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